A Foggia il simbolo di Mani Pulite

S.O.S. Legalità

di Pippo Grasso

Foggia. Certi avvenimenti si fanno raccontare attraverso una parola chiave o una traccia, che racchiudono in sé la trama del loro svolgersi. E' quanto accaduto a Foggia il 9 marzo in occasione dell'incontro dibattito con Antonio Di Pietro, organizzato dall'"Osservatorio Europeo sulla giustizia e legalità e sulla questione morale" sul tema "Mani Pulite dieci anni dopo", presente anche il magistrato Massimo Lucianetti. La traccia, testimoniata dalla scarsità dei mezzi per pubblicizzare l'evento (pochi sparuti manifesti), porta a considerare seriamente la disparità delle forze in campo, il fatto che oggi valori come legalità e moralità sembrano quasi essere fuori moda, perdenti, tenuti volutamente sganciati dalla costruzione del consenso, veri e propri impacci alla libera intrapresa della politica e dell'economia.L'ex magistrato Di Pietro di fronte alla scarsità dei mezzi di informazione a sua disposizione e alla inferiorità schiacciante nei confronti di un potere che ne ha a iosa e li usa per distorcere vergognosamente la realtà, non ha potuto far altro che mettersi in viaggio per l'Italia, novello missionario del 2000, per gridare con tutta la sua rabbia, per mettere in guardia dalla cappa di piombo di un'informazione televisiva ormai a senso unico, che con catodici lavaggi del cervello ha 

infangato una magistratura intenta (con Mani Pulite) solo a essere libera e sottoposta alla legge.L’operazione in atto, dice Antonio Di Pietro, è chiara: per timore di essere scoperto nel suo poco o nessun rispetto per la legge e per le regole, questo potere politico sta spaccando l’Italia in due: anziché tra onesti e disonesti, tra gente perbene e no, semina odio (e pare con ottimi risultati visti i mezzi a disposizione) riducendo il tutto ad una guerra tra bande e tra fazioni, così da far passare in secondo piano il tema centrale della legalità, dal quale sempre più spesso si prescinde nell’azione di governo.Ed eccola la parola chiave per l’accesso all’interpretazione di una politica sempre più malata: a prescindere. A prescindere infatti dalla questione morale, le cui deviazioni Mani Pulite ha cercato di correggere fra mille ostacoli che ancora si perpetuano, si sono commesse le peggiori nefandezze, ma si è continuato anche a dare consenso, a destra come a sinistra, ad una classe politica ampiamente delegittimata dal non voler fare in alcun modo pulizia al suo interno, dal farsi corrodere dal cancro dell’illegalità. Più che la frammentazione è questa la maggior colpa del centrosinistra: il continuare a proporsi e a chiedere consensi al suo elettorato a prescindere da una questione morale che avrebbe richiesto maggiore e ben altra attenzione.

 

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