Interessante iniziativa del liceo "G. Marconi"

La bioetica a scuola

di Alfonso Palomba

FOGGIA. Aiutare i giovani ad orientarsi nella complessità dei problemi della società contemporanea è, per chiunque si occupi di formazione, un impegno deontologico inderogabile: di questo sono pienamente consapevoli i docenti del dipartimento di filosofia del liceo scientifico "G. Marconi" di Foggia, che sono oggi impegnati in tutta una serie di stimolanti percorsi di ricerca, finalizzati a dare sostanza umana ai problemi filosofici attraverso il loro riferimento all’esperienza vissuta e ai contenuti vivi della cultura. Si tratta di una risposta di qualità, in vero, alle migliori critiche rivolte all’insegnamento della filosofia – quali i pericoli dell’astrattezza e quelli della propaganda ideologica – che ha il merito di agire sul profondo dei giovani allievi e di fare in modo che le nozioni apprese non siano dimenticate completamente e non escano dalla mente del ragazzo senza lasciare traccia. 

Sanno bene, i docenti della scuola che, per ottenere un simile risultato, è necessario puntare sulla capacità di problematizzare, di suscitare sempre nuove domande, di aprire continuamente nuovi orizzonti di senso, perché, come sosteneva Immanuel KANT, lo studente non deve imparare solo dei pensieri, ma deve imparare a pensare da sé: solo così la scuola diventa centro di cultura autentica, la sola in grado di produrre quelle trasformazioni profonde che continuano ad operare nella mente delle persone e mettono il giovane in grado di governare i cambiamenti con i quali dovrà confrontarsi nel corso della sua esistenza. In questo quadro di riferimenti – strettamente interconnessi con la volontà dei docenti di filosofia del liceo scientifico "G. Marconi" di promuovere nei loro allievi quel pensiero critico a cui nessuno sostiene sia possibile rinunciare – trova sostanza e fondamento la proposta di itinerari di riflessione critica sulla cultura del nostro tempo in genere e sul dibattito intorno alla bioetica in particolare, oltre che sulle problematiche connesse all’uso delle biotecnologie. La bioetica a scuola è oggi una vera e propria sfida per l’educazione, ma non è più procrastinabile: è, infatti, esigenza forte di una scuola moderna e laica, coinvolgere gli insegnanti e gli alunni nell’analisi delle scoperte scientifiche e tecnologiche e della complessità delle loro implicazioni e conseguenze, non solo come effetto immediato ma anche come ipotesi a lungo termine. Su questi temi – quelli delle biotecnologie, della fecondazione artificiale, dell’utero in affitto, della clonazione, dell’eutanasia - la scuola non può tirarsi indietro, ma deve saper progettare percorsi che aiutino i giovani a comprendere le problematiche connesse alla bioetica, a valutare criticamente – senza imposizioni, cioè, e senza indottrinamento – la natura delle questioni morali, a prendere posizioni libere da pregiudizi e da stereotipi: tutto questo, però, è possibile solo se la scuola è capace di trasformarsi in ambiente di confronto critico e di portare avanti su queste tematiche una discussione libera, senza ipocrisie, pluralistica, razionalistica e interdisciplinare. In questa logica si è collocato il convegno sul tema "Miraggi scientifici e regole morali nel futuro dell’uomo: il caso delle cellule staminali", organizzato dalla prof.ssa Teresa NATALE, d’intesa con la Società filosofica italiana (SFI) – sezione di Foggia e con l’ITC "P. Giannone" di Foggia. Al convegno, tenutosi il 15 febbraio 2002 presso 

 

l’aula magna dell’ITC "P. Giannone", hanno partecipato Domenico DI IASIO – docente di Pedagogia interculturale presso l’Università di Urbino, oltre che presidente della SFI – sezione di Foggia – e Demetrio NERI – docente di Filosofia della scienza presso l’Università di Messina – al quale si deve un pregevole libro dal titolo "La bioetica in laboratorio", edito da Laterza (Bari-Roma) nell’autunno inoltrato del 2001. Demetrio NERI, una delle massime autorità in materia, filosofo e bioeticista – dopo l’intervento-presentazione di Domenico DI IASIO, che si è soffermato sul ruolo della filosofia nella complessità dei tempi attuali – ha, da par suo, coinvolto i presenti – docenti ed alunni – in un percorso stimolante di analisi del dibattito contemporaneo sulle cellule staminali ed in particolare sulla liceità morale di utilizzare gli embrioni umani per ottenere queste cellule, il cui studio e le cui potenziali utilizzazioni vengono da molti considerati forieri di una vera e propria rivoluzione biomedica. Sugli aspetti etici legati alla ricerca biomedica – troppo frequentemente trattati dai mass media con un misto di ignoranza e di spirito terroristico – Demetrio NERI si è a lungo soffermato dopo l’excursus sugli aspetti scientifici e sulle posizioni assunte in materia dai diversi governi europei e dal presidente degli Stati Uniti: nella fattispecie ha voluto sottolineare come sia urgente oggi, dinanzi al problema dell’utilizzazione delle cellule staminali a scopi di ricerca e, in futuro, di terapia, elaborare posizioni rispettose dei diversi orientamenti etici, senza cedere a preclusioni dogmatiche che non possono che bloccare lo sviluppo della medicina. Si è trattato, come è possibile comprendere, di una straordinaria occasione per tutti i presenti ed in modo particolare per gli studenti che hanno, grazie alla lucidità argomentativa dell’illustre relatore, imparato ad affrontare il problema da più sfaccettature, partendo dalla settorialità delle analisi – versante scientifico, versante dell’applicazione in campo medico, versante dei rischi sul piano fisico, versante religioso – per arrivare ad un momento di sintesi, nel rispetto dei propri convincimenti ideologici e religiosi. Un bel traguardo davvero per i docenti di filosofia del liceo scientifico "G. Marconi" da sempre impegnati a trasmettere ai loro allievi un serio atteggiamento, per così dire, filosofico, educandoli a problematizzare e ad argomentare, a costruirsi cioè una mentalità critica, innervata in puntuali competenze e precise abilità, di cui i ragazzi avranno bisogno in un domani quando dovranno prendere decisioni in ordine alla loro vita. Di questo modo di operare con i propri allievi è frutto anche la partecipazione di tanti giovani alla X Olimpiade di filosofia, tenutasi, sotto l’egida della Società filosofica italiana, con il supporto del ministero della PI, l’11 marzo 2002 presso la biblioteca del liceo "G. Marconi": 14 giovani, di quarta e di quinta classe, assistiti dai proff. Giuseppe LA PORTA e Teresa NATALE, hanno dato vita a performances di tutto rispetto, producendo riflessioni critiche in lingua inglese su un tema filosofico a loro scelta (tra un pensiero di Blaise PASCAL sulla felicità e un altro di G. W. Friedrich HEGEL sul rapporto finito/infinito).

Vale la pena citare ad uno ad uno i giovani partecipanti, tutti apprezzati dalla Commissione esaminatrice costituita dai docenti Giuseppe LA PORTA, Teresa MARASCO, Marianna BONFITTO:Classe 4^ A:Ripalta COLIA – Sabina PETRONELLI; Classe 4^ B Carisio DEL MONTE – Mario ILICETO – Francesco LORUSSO – Alessandra PISCOPIELLO – Leonardo STEFANELLI; Classe 5^ B Valentina CAPUSSELA – Alberto CATALETA – Ilaria DI DIO; Classe 4^ C Dario ROBUSTO – Nicola GIANNETTA; Classe 5^ E Michele BERGANTINO; Classe 5^ F Alessandro MASTROLUCA.

 

Ritorna alla copertina