Intervista con il prof. Giuliano Volpe responsabile del Corso di Laurea in Beni Culturali

Lucera: "un' aula didattica a cielo aperto"

di Assunta Del Duca

In occasione della presentazione ufficiale dell’Università a Lucera che si è svolta il 20 aprile, abbiamo intervistato il prof. Giuliano Volpe responsabile del Corso di Laurea in Beni Culturali dell’Università di Foggia decentrato nella nostra città e uno dei tenaci animatori che hanno voluto fortemente la presenza dell’Università a Lucera.

 

E’ docente di archeologia presso lo stesso Corso e la Facoltà di Lettere di Foggia, nonché direttore degli scavi di S. Giusto.

D: Prof. Volpe, l’Università di Foggia a Lucera: un evento memorabile per la nostra città...

R: La nascita di un’Università è sempre un evento importante, lo è a maggior ragione in un territorio come quello della Daunia che non ne ha avuto una per lungo tempo. E’ un’occasione notevole per Lucera per poter assumere un ruolo di "cittadella" della cultura in questo territorio grazie al fatto di avere un passato importante e un patrimonio culturale molto ricco. Lucera rappresenta la sede ideale per un Corso di Laurea in Beni Culturali perché esso può diventare una sorta di laboratorio all’aperto per la città. Voglio sottolineare con forza che l’Università a Lucera deve avere una dimensione alta, non locale perché uno dei rischi in strutture giovani di questo tipo, è quello della perifericità e del localismo. Un’università che voglia contribuire allo sviluppo culturale e civile della città deve avere un profilo di alto livello per richiamare anche da territori esterni studenti e docenti.

D: Il 20 aprile segna accanto al ritorno dell’Università a Lucera, quello della mostra di S. Giusto nella Cappella del Convitto "R. Bonghi" dove è stata già inaugurata nel luglio del 1998. Quali sono le novità di questa gradita "riscoperta"?

R: Le novità sono relative soprattutto alla IV campagna di scavo effettuata nel 1999. Sono venuti fuori risultati rilevanti di un lavoro che abbiamo avviato partendo dallo scavo di S. Giusto nel territorio della Valle del Celone: si tratta di un progetto di archeologia dei paesaggi con il censimento di oltre 200 siti antichi di 

quest’area in modo da conoscere il contesto topografico e storico all’interno del quale si è sviluppato il sito di S. Giusto.

D: Cosa manca ancora al Corso di Laurea in Beni culturali per un idoneo svolgimento dell’attività didattica?

R: Il Corso di Laurea ha le strutture di base che ci hanno consentito di avviare l’attività didattica ma gli spazi non sono sufficienti. Quest’anno abbiamo avuto circa 140 iscritti e ci auguriamo nel giro dei prossimi tre anni, di avere una popolazione studentesca di circa 500 allievi. Occorrono spazi adeguati per le aule, per i laboratori, strutture per mense, alloggi, foresterie, attrezzature didattiche, e personale tecnico-amministrativo. Abbiamo bisogno inoltre, di sviluppare il corpo docente in modo da avere più a lungo possibile in maniera residenziale i docenti e gli studenti.

D: Quali sono le difficoltà che il corpo docente sta affrontando, se ce ne sono, nel dare un’adeguata offerta formativa agli studenti?

R: Ci sono due ordini di difficoltà. Uno di carattere generale è relativo alla riforma universitaria che quest’anno stiamo sperimentando, problema comune a tutte le facoltà italiane; l’altro nel caso specifico di Lucera, riguarda l’impossibilità di avere una presenza continua dei professori sul posto. Uno degli obiettivi del Corso è quello di costruire una classe docente di qualità per dare un’offerta formativa di alto profilo.

D: In questo periodo si sta parlando molto della possibile realizzazione di una "cittadella" universitaria prevista entro i prossimi 15 anni. Lei come vede il futuro dell’Università a Lucera?

R: Questo è un problema molto delicato. La prospettiva della "cittadella" universitaria è molto interessante anche se personalmente proprio perché archeologo e docente di un Corso in Beni Culturali, preferisco una presenza universitaria in città, in un prestigioso complesso storico come il Convitto di Lucera. L’idea di avere un vero e proprio campus universitario, è molto allettante e se sarà possibile realizzarlo, rappresenterà una grande "chance" per Lucera e per l’Università di Foggia con tutti i suoi rischi e difficoltà.

D: Quali sono le iniziative in programma del Corso in Beni Culturali?

R: Ci sono molte iniziative. Quest’anno ci siamo associati al Corso di Archeologia e Scienze Subacquee che si tiene ogni anno ad Ustica. Abbiamo in programma di organizzare attività sul campo, scavi archeologici, ricognizioni sistematiche del territorio, iniziative nelle scuole e un laboratorio di informatica multimediale.

(Nella foto di G. Pellegrino e F.il prof. Giuliano Volpe)

 

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