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Lucera. In occasione della IV settimana
della Cultura che ha preso il via il 15 per concludersi il 21 aprile, il
Museo civico "G. Fiorelli" di Lucera si è trasformato in un
luogo dove non solo "si conserva" ma "si fa" cultura
con il ritorno dei "Dialoghi di Archeologia- 2002" un ciclo di
incontri già avviatosi diversi anni fa, che sono stati promossi dal Corso
di Laurea in Beni culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
di Foggia e dal Rotary Club di Lucera. L’iniziativa
che si pone come occasione per riavvicinare la città di Lucera al Museo,
segna una integrazione tra l’Università e le Istituzioni per fare della
nostra città un importante e solido punto di riferimento culturale. Il
primo appuntamento, mercoledì 10 aprile, ha visto l’illustre presenza
del prof. Jean-Pierre Brun, Direttore del Centro "Jean Bérard"
di Napoli che ha tenuto nella suggestiva Sala "Cavalli" del
Museo lucerino un convegno sul tema: "Il vino degli antichi.
Produzione, commercio e consumo: il caso della Gallia".Il prof. Brun
grande archeologo e promotore di ricerca del C.N.R.S. dell’
Aix-en-Provence, ha parlato della viticoltura nella Gallia pre-romana e
romana per conoscere le origini del vino francese "concorrente"
del vino italiano. Punto di partenza dell’incontro è stato la
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fondazione della città di Marsiglia (Massalia)
avvenuta nel 600 a.C ad opera dei Focei, coloni greci, abitanti di Focea
antica città dell’Asia Minore. Si distinguono 2
fasi nella produzione marsigliota del vino: la prima che si colloca tra il
600 e il 540 a.C, è quella commerciale in cui i Focei importavano
prodotti greci ed etruschi e producevano anfore etrusche che venivano poi
vendute dagli stessi; la seconda che va dopo il 540 è legata alla
concentrazione della produzione di vino nella Gallia Meridionale e alla
esportazione delle anfore vinarie. Negli scavi eseguiti circa tre anni fa
al centro di Marsiglia, è stata rinvenuta una grande fornace utilizzata
per produrre le anfore destinate a contenere due tipi di vino, uno tipico
di Marsiglia, l’altro imitava quello greco. Le anfore erano diffuse
soprattutto nella Gallia interna e Meridionale. A partire dal IV° sec.
a.C la diffusione del vino raggiunse anche la zona costiera. Durante
il III sec. si registrò un aumento della produzione dei semi d’uva che
salì al 90%. Tra il 125 e il 49 a.C Marsiglia raggiunse l’apogeo
economico e demografico traendo molti benefici dal commercio del vino.
La caduta della città di Marsiglia segnò la fine della
storia del vino greco e l’inizio della diffusione del vino italiano
nella Gallia Narbonese.
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