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di Vittorio Simonelli
Agli albori del 1900 numerosi sammarchesi
emigrarono negli Stati Uniti, in Canada, Francia, Argentina, paesi dove
era molto ricercata l’opera del bracciantato italiano. Alla richiesta
rispose una fiumana di emigranti di San Marco la Catola: operai di ogni
sesso e condizione e intere famiglie accorsero in cerca di un lavoro che
potesse cambiare il loro misero tenore di vita. Dal
1920 al 1960 molti italiani emigrarono in Argentina, terra ricca di
risorse e di lavoro. Ma oggi la situazione è totalmente cambiata per i
nostri emigranti che risiedono in questo paese. Disoccupazione e povertà:
sono queste le preoccupazioni di tanti sammarchesi, partiti in periodi
diversi ma accomunati dalla ricerca di una vita migliore. L’economia è
in crisi, il pesos si svaluta, i prezzi salgono alle stelle, il lavoro
scarseggia in ogni settore. Le famiglie dopo anni di agiatezze economiche
conoscono la povertà, la fame e ora chiedono aiuto ai governi di
provenienza affinché le Banche restituiscano i loro sudati sacrifici di
anni, che sono destinati ad estinguersi a causa di una allarmante
disoccupazione. Numerosi hanno lasciato la propria terra, le proprie
tradizioni, i familiari più cari per giungere in questo paese lontano con
lo strazio nel cuore avendo fiducia nelle Istituzioni argentine. Rivolgiamo,
infine, un vivo appello alla Giunta Comunale di San Marco la Catola, retta
dal Dr. e On. Lello Di Gioia, affinché tuteli gli interessi dei nostri
sammarchesi residenti in Argentina, in questo difficile momento in modo
che possa ritornare sulle loro labbra il sorriso di un tempo, quando
lasciarono la propria terra per raggiungere uno stato democratico, ricco
di lavoro, di libertà e giustizia. Per capire meglio e per toccare più
da vicino la grave situazione che attualmente vivono tante famiglie
emigrate in Argentina,
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vi proponiamo la testimonianza di MARIA
LUISA BREDICE, figlia di una coppia di italiani emigrati in questo paese
da San Marco la Catola nel 1949. Oggi Maria Luisa vive con la sua famiglia
a Canada de Gòmez una città di 30000 abitanti dove svolge il lavoro di
maestra. Sono 5 famiglie con tutti i discendenti a vivere in questa
città. Quella di Maria è la voce di tanti emigrati
italiani che hanno lasciato la terra natia in cerca di un lavoro, di una
vita migliore, di certezze che oggi non hanno più a causa della grave
inflazione e della crisi che sta colpendo l’Argentina.
Riportiamo alcuni dei passi più salienti
della lettera di Maria Luisa, giunta alla redazione di Meridiano 16
tramite il nostro corrispondente da San Marco la Catola Vittorio Simonelli.
"Ci troviamo in un paese che dal 1998
è in una crisi profonda e dal 3 dicembre che hanno congelato i depositi
nelle Banche.... mio fratello sono due mesi che non fa quasi niente, così
succede anche ad un mio cugino che è falegname. Viviamo di quello che
abbiamo messo da parte, però se la situazione continua così tra due o
tre mesi, saremo senza denaro..." "Voglio
aggiungere che tutti gli italiani in Argentina hanno avuto fiducia nella
Banca Nazionale del Lavoro e hanno portato il loro denaro in questa
Istituzione, adesso non vogliono restituircelo. Il governo italiano
dovrebbe intervenire per far sì che la Banca restituisca il denaro
soprattutto in questo momento che tanto ci manca.... vogliamo solo
lavorare e vivere degnamente, però i governi corrotti con la
collaborazione di quelli che hanno avuto favori hanno portato a questa
situazione. Tante grazie in nome di tanti emigrati
che vivono in questa terra."
Maria Luisa Bredice
e mail: mbredice@telnet.com.ar
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