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LUCERA.
Mercoledì 4 giugno a partire dalle 18,30 presso l’Operata San Giuseppe
di Lucera è stato presentato il nutrito programma di attività della
Cooperativa ONLUS "Paidòs". Si tratta di un gruppo di volontari
che operano dal 2000, al servizio soprattutto dei minori e dei ragazzi in
difficoltà, e che oggi, in seguito agli stimoli dei risultati raggiunti e
ai nuovi programmi sul territorio, hanno sentito il bisogno di farsi
conoscere, presentandosi ufficialmente alla cittadinanza.
La
breve presentazione è stata fatta da don Paolo Novero, che opera da poco
tempo nella realtà lucerina, dopo le positive e "diverse"
esperienze in Piemonte e in Toscana. Subito dopo è intervenuto l’assessore
comunale alle Politiche Sociali Pino De Sabato, il quale ha messo in
evidenza come prioritariamente debbano essere finanziati i progetti, come
quelli della Cooperativa "Paidòs"; mentre altre iniziative di
feste e festicciole per gli anziani, finanziate dal precedente
assessorato, non trovano, purtroppo, finora spazio nell’esiguo bilancio
comunale. A presto proposito De Sabato ha criticato le somme investite
negli anni precedenti nel settore dei Servizi Sociali, in quanto non si
riscontrano risultati efficaci. Quindi
hanno preso la parola nell’ordine: il Presidente della Cooperativa Marco
Di Sabato, Alessandro Cenicola del Centro Diurno, Letizia Clemente della
Casa Famiglia, Stefania Masciocco del Progetto Mentore, Tonino Di
Benedetto dell’Associazione dell’Opera San Giuseppe. Con dovizia di
particolari sono state illustrate le varie attività della Cooperativa
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"Paidòs",
che entro l’anno è destinata ad assorbire tutte le attività sociali
dell’Opera san Giuseppe. Lo stile di questi "eroi" del
quotidiano è quello di chi affronta i problemi del disagio dei minori,
cercando di aiutarli a vivere in modo semplice, ma sempre tenendo ben
presente la realtà in cui si opera. Le risposte educative, che essi danno
in collaborazione con la famiglia e con altre agenzie educative, come la
scuola, hanno natura semiresidenziale come il Centro Diurno o residenziale
come la Casa Famiglia oppure si caratterizza sotto forma di presenza nei
luoghi dove il minore vive, si diverte, e trascorre le sue giornate.
Il
progetto "Mentore", illustrato dalla d.ssa Masciocco, è nato,
invece, per arginare il fenomeno della dispersione scolastica; si tratta
di un progetto sperimentale, che è partito quest’anno per la prima
volta ed ha visto coinvolti 44 bambini delle scuole elementari e 15
operatori nella veste di "mentori". Tale progetto, finanziato
dal Comune di Lucera, si ha intenzione di continuarlo anche per il
prossimo anno scolastico, estendendo magari il numero e puntando su una
maggiore collaborazione delle famiglie.
Nel
corso delle varie presentazioni gli operatori hanno messo in evidenza luci
e ombre, illusioni e disillusioni della loro attività, per cui non sempre
gli obiettivi sono stati centrati pienamente. Ma è proprio la
consapevolezza degli impegni, che essi si assumono alla luce dell’insegnamento
murialdino, a dare loro la passione e la forza necessaria per andare
avanti e aiutare ogni giorno tanti ragazzi in difficoltà.
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