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Lucera. Il ciclo di seminari di antropologia,
organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dal Corso di Laurea in
Beni Culturali dell’Università degli studi di Foggia, in collaborazione
con il Consorzio per l’Università di Capitanata, la Provincia di Foggia e
la Città di Lucera, è giunto al quinto appuntamento, che si è svolto
venerdì 24 gennaio presso la gremita Aula Magna del Convitto "R.
Bonghi". All’incontro hanno preso parte: la prof.ssa Patrizia Resta,
responsabile della cattedra di antropologia culturale presso l’Università
foggiana nonché organizzatrice del seminario, la Preside della Facoltà di
Lettere di Foggia prof.ssa Franca Pinto Minerva, il prof. Giuliano Volpe,
responsabile del Corso di laurea in Beni Culturali di Lucera, il Sindaco
Peppino Labbate e l’Assessore alla Cultura Maria Antonietta D’Andola.
L’illustre relatore è stato il prof. Antonino Buttitta,
docente di antropologia culturale presso l’Università degli Studi di
Palermo, direttore di numerose riviste culturali tra cui "Nuovo
Prisma", autore di opere quali "Ideologia e folklore",
"Semiotica e Antropologia" nonché Deputato della Repubblica
Italiana. Il professore ha sviluppato il tema della memoria partendo dall’idea
che la realtà dell’uomo è linguaggio: in essa c’è un livello visibile
e percepibile costituito dalla parola, che è l’aspetto e
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sterno del linguaggio. "Per noi la
realtà è quella fisica, che appartiene al mondo visibile - ha spiegato
il prof. Buttitta- tuttavia, sotto l’apparire, l’epidermide" del
linguaggio, c’è un sistema fatto di strutture che noi non percepiamo ma
danno significato e senso alla parola". L’aspetto
fondativo di questa realtà è rappresentato dalla memoria. Su di essa e
sul funzionamento della mente, ha continuato il relatore, sono stati
svolti numerosi studi, i quali hanno dimostrato che la mente e la memoria
non sono cose diverse ma aspetti di un’unica realtà che interagiscono
tra di loro. Le pagine più belle sulla memoria sono state scritte da Sant’Agostino
nelle "Confessioni". Egli fervente
scrittore cattolico di origine africana, fa della memoria il fondamento
del presente in funzione del quale vivono gli uomini. Secondo la
concezione agostiniana, se il passato e il futuro non appartengono alla
memoria, allora essi esistono solo nel presente. "Poiché
nel presente la memoria è costitutiva della nostra identità, appartiene
al "sistema" - ha proseguito Buttitta- essa non è il passato ma
il futuro". Lo scrittore Borges afferma che l’unica immortalità
per l’uomo è la sua memoria perchè in essa c’è il presente del
passato e il presente del futuro. Il nostro futuro, quindi, è nella
memoria.
As.D.D.
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