Conferenza del prof. Giuliano Volpe per il VII° centenario della Cattedrale

Lucera in età paleocristiana

LUCERA. "Lucera e il suo territorio in età paleocristiana: i vescovi, la chiesa, la cristianizzazione" è stato il tema del primo

 

 

appuntamento, che si è svolto venerdì 7 novembre nella Basilica Cattedrale, di un ciclo di conferenze promosse dal Comune di Lucera e dalla Diocesi di Lucera-Troia per il settecentesimo anniversario della Cattedrale. Il professor Giuliano Volpe, Preside del Corso di Laurea in beni culturali con sede a Lucera nonché archeologo, ha ricostruito, con il supporto di sofisticate immagini elaborate al computer, la storia del territorio di Luceria dall’età romana all’età tardoantica. Il docente ha parlato delle principali attività su cui si è costruita la storia della nostra città, quali la transumanza, la produzione vinaria, olearia e cerealicola e ha illustrato le principali trasformazioni che hanno interessato l’Apulia soprattutto in età paleocristiana. Lucera, terra di estesi pascoli, ha svolto un ruolo centrale nelle attività connesse alla transumanza e non è un caso che la città sia stata scelta per la pubblicazione nel 365 di una costituzione di Valentiniano I relativa ai pascoli e ai "saltus" della "res privata". Dopo la creazione della provincia Apulia et Calabria, retta da un governatore si verifica il fenomeno della cristianizzazione. In seguito all’Editto di Costantino nel 313, le comunità vengono allo scoperto costruendo edifici di culto.

"La cosa impressionante – ha sostenuto il prof. Volpe- è che, accanto alla Diocesi di Lucera si sviluppa un’altra in campagna, una Diocesi rurale, che secondo il mio parere, s’identifica con il sito di S. Giusto". Inoltre, Lucera è uno dei pochi centri ad avere, in età tardoantica una documentazione epigrafica. Infatti, sono state rinvenute iscrizioni che attestano il ruolo centrale svolto dalla nostra città nella vita politica, amministrativa e giudiziaria, ottenendo all’inizio

del IV sec. d.C. il titolo di "civitas Costantiniana". Per quanto riguarda la cronotassi episcopale, possediamo solo quattro nomi di Vescovi lucerini: Basso, Pardo, Giovanni, Marco. Purtroppo su di loro non abbiamo notizie certe per riconoscerli. Due lettere di Papa Gelasio documentano l’esistenza a Lucera di una vivace e consolidata comunità ecclesiastica alla fine del V sec d.C.; mentre altre iscrizioni ci attestano la presenza di una comunità anche in età più tarda, tra il VI e il VII sec.

Papa Anastasio è l’ultimo Vescovo di Lucera, di cui conosciamo il nome, attendibilmente attestato da una lettera di Papa Pelagio risalente al VI sec. d.C. Dopo di lui abbiamo scarse notizie sui Vescovi lucerini. La presenza della Chiesa paleocristiana a Lucera, la cui localizzazione è probabilmente in vico Granata, è attestata grazie al rinvenimento di mosaici proprio nei pressi delle mura della città, vicino al Foro. Il fatto che la Chiesa si trovi nei pressi delle mura non significa che sia marginale ma questo succede anche a Canosa di Puglia dove da qualche anno sono cominciati gli scavi del complesso episcopale paleocristiano, nei pressi della città. Com’è già noto, un monumentale complesso paleocristiano è stato rinvenuto durante la campagna di scavi che si è svolta tra il 1995 e il 1999 nel sito rurale di S. Giusto, individuato all’interno della diga sul torrente Celone. "Il caso di S. Giusto è molto importante- ha sostenuto il prof. Volpe- perché è stato probabilmente sede di un mercato rurale". L’ipotesi proposta dal docente è che il sito sia stato la sede di "Probus Episcopus Carmeianensis", Vescovo che partecipò ai Sinodi di Roma nei primi anni del VI sec. d.C. Il Preside Volpe ha parlato anche di progetti, avviati da alcuni anni dall’Università di Foggia, di ricognizione sistematica del territorio lucerino. "A Foggia stiamo allestendo un grande archivio- ha continuato il docente- un grosso sistema in cui sono stati immagazzinati centinaia di dati sul territorio di Lucera, utili per costruire la storia della città dal periodo arcaico al tardoantico". Durante la conferenza l’archeologo ha inoltre lanciato un’importante proposta: avviare sulla collina del Castello, abitata in età pre-cristiana, una campagna di scavi che, ci auguriamo possa al più presto realizzarsi nell’ambito del progetto, da poco avviato dal Comune di Lucera; "la Città di Federico II".

 

 Assunta Del Duca

 

(Nella foto:il prof. Giuliano Volpe)