A foggia cemento al posto di alberi

Foggia. A Foggia 26 alberi, che svolgono la loro fondamentale funzione d’abbellimento e depurazione dell'aria, saranno abbattuti. Sono gli alberi posti sulla strada di collegamento fra Via Postiglione e via Sbano presso l'Istituto Giannone.

Al posto della sede stradale, infatti, in questi giorni è sorto un cantiere per costruzione edile.

Dopo quello nel parco pubblico del quartiere Ordona Sud, ecco un edificio nel bel mezzo di una strada pubblica.

Sembra proprio che a Foggia tutto il terreno sia considerato fabbricabile.

Una lebbra cementizia che minaccia, con un consumo selvaggio, rovinoso e inarrestabile, buona parte del territorio comunale.

Una strada che per tanti anni ha svolto la sua funzione, oggi improvvisamente non serve più e viene soppressa. Eppure per la sua costruzione sono stati spesi i soldi dei contribuenti. I materiali e la manodopera per la realizzazione dell'impianto d'illuminazione pubblico, del marciapiede centrale, del manto stradale e, soprattutto, del prezioso verde pubblico: tutto improvvisamente da buttare.

L'urbanistica -in quanto complesso di norme e pratiche rivolte a regolare e disciplinare la

costruzione d’opere e manufatti sul territorio- è anche un fondamentale strumento di difesa ambientale. In questo momento, invece, sembra

che a Foggia sia finalizzata all'occupazione di quanto più territorio possibile.

Un modello di sviluppo dunque che si ciba di suolo, con conseguenze negative non solo sulla vivibilità locale ma anche globalmente in termini climatici.

Esattamente il contrario degli obiettivi di un’urbanistica sostenibile che dovrebbe essere finalizzata alla riduzione del consumo dei suoli e alla facilitazione del recupero e dell'utilizzo degli edifici esistenti.

Diversi e fondamentali sono gli aspetti da mettere a fuoco per il cantiere sorto sulla strada. Chi sbaglia? Chi ha fatto costruire la strada o chi oggi la sopprime con il cantiere, non preoccupandosi di trovare siti più idonei per la costruzione? Chi risarcirà il danaro pubblico già impiegato? Se, come sembra, sarà costruita una scuola materna, è opportuno collocarla in mezzo a due strade intensamente trafficate?

Intanto, però un aspetto della vicenda appare comunque certo: un’altra ferita sarà inferta al prezioso verde pubblico.