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L' Italia da vedere Tra le vie di Palermo |
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di Geremia Del Grosso
La salvò dalla peste nel 1625 . Palermo le rende grazie anno dopo anno .
Il 4 settembre la città s’inchina al passaggio di Santa Rosalia , intorno alla Santuzza lievita la festa, sacra e profana, fuochi d’anima e spettacoli pirotecnici s’intrecciano, una magica armonia avvolge gente e cose. Palermo, dal greco "Panormos" che significa " tutto porto ". Ma se si contempla la città dall’alto del Monte Pellegrino, che Goethe definì stupenda a "tutto occhio " per la bellezza del paesaggio che si stempera fino alla marina. Sicuramente il demiurgo era in uno stato di grazia, quando plasmò questo angolo di terra. Qui le pietre parlano. Bisogna camminare a piedi seguendo la propria bussola culturale. Alcuni punti sono obbligati: dove un tempo esisteva un baluardo fenicio trasformato dagli ArabiI in residenza degli emiri, oggi vi troneggia il Palazzo dei Normanni con la sbalorditiva Cappella Palatina, non solo è un gioiello di Palermo ma dell’arte di tutti i tempi. Architettura, scultura, pittura, in questo caso , mosaici tramati su un fondo d’oro pacato e disteso , concorrono a un fine di bellezza totale ; San Giovanni degli Eremiti con il giardino che sembra un Eden in miniatura , folto di aranci e di pompelmi, di sensitive , di gelsomini , di dature , da cui pende quel fiore bianco, a forma di tromba, che odora forte al crepuscolo …. "innamorato", spia le squadrate muraglie della chiesa e del campanile, mentre in alto si contrappongono le 5 cupolette rosate, d’impronta decisamente moresca; chiesa della Martorana , ricca di mosaici, radiosi colori che sprizzano un melodioso lirismo al sommo della cupola con gli arcangeli genuflessi che circondano il Cristo Pantocrator benedicente; la Cattedrale , ultimo grande monumento normanno creato in Sicilia con le tombe imperiali e reali, prima fra tutte quella dell’imperatore Federico II . Che cosa sarebbe stata dell’Italia, se quel sovrano fosse riuscito a |
unificarla , come era nel suo intento...e sottrarla alle grinfie affamate e traditrici dei chierici? Lento pede … siamo all’orto botanico , forse il più bello nel suo genere e comprende una ricca varietà di flora proveniente da tutto il mondo. Ma la meraviglia delle meraviglie è l’enorme "Ficus Bengalensis" di piazza Marina. I rami emettono radici avventizie che , scendendo dall’alto in basso , sprofondono nel terreno e si trasformano in piloni di sostegno . In tal modo l’albero si può riprodurre all’infinito. Una pianta siffatta potrebbe simboleggiare l’idea della metempsicosi . I suoi rami nascondono l’attiguo palazzo Chiaramonte e la triste storia che vi è racchiusa . Un tempo , là , c’era il carcere dell’Inquisizione . Si prova orrore a leggere le scritte murali dei reclusi , ma anche meraviglia . Infatti molti prigionieri , finiti probabilmente sul patibolo , inneggiano al loro dio cristiano , in nome del quale erano stati messi in catene ..…..mistero dell’animo umano e di una Chiesa " ghigliottinara " ! Il clima di Palermo dev’’essere favorevole anche alla bellezza fisica . Spesso s’incontrano ragazze alte e slanciate come pitonesse , e con occhi che hanno il colore dei laghi alpini . E’ forse l’eredità dei Normanni ? Sangue nordico ? ……non direi , come dimostra l’impeto con cui ti abbracciano le belle palermitane nello scambio augurale di un saluto . Sembra incredibile .. ma a Palermo si vedono ancora case sventrate dai bombardamenti dell’ ultima guerra . Sono testimonianze dell’ignavia dell’amministrazione pubblica ? Berlino fu distrutta quasi completamente e ricostruita in pochi anni . In Italia si pensa se mai a ricostruire anzitutto le chiese ..oh quante inutil chiese e le carceri . Vedi Cassino , polverizzata dai bombardamenti americani in nome della libertà e subito risorta …in barba a milioni di sfollati e baraccati ! Se ne deve dedurre che noi italiani , come i personaggi delle tragedie di Schiller , siamo forse o angeli o pendagli di forca ! A certi nostrani moscardini che gironzolano tra mucchi di oscure pietre celtiche e non conoscono bene l’Italia o la Sicilia , bisogna pur ricordare che , quando a Siracusa andavano a teatro con la clamide d’oro ed Eschilo portava le sue tragedie, nel Nord dell’Europa si nutrivano ancora di marmotte crude .
(Nella foto: la Fontana Pretoria davanti al Palazzo delle Aquile) |