Informazione o deformazione ?

di Pippo Grasso

 

Lucera. Quando questo numero di "Meridiano 16" sarà nelle edicole, con ogni probabilità il Parlamento avrà approvato la Legge Gasparri: ultimo ritrovato della Casa delle (loro) Libertà per blindare ancora di più l’informazione sotto le mentite spoglie di una rivoluzione foriera di nuove ed inimmaginabili opportunità per il mondo dell’informazione, per noi fruitori e, quindi per la nostra democrazia.

Il quadro è tutt’altro che roseo, per il presente e per il futuro, se si guarda a una serie di recenti avvenimenti che in questi ultimi mesi hanno sempre più frequentemente ed insistentemente deposto a favore di un mondo dell’informazione imbavagliato ed anestetizzato.

Forse molti, probabilmente i più, non avranno dubbi nel sostenere che tali affermazioni sono frutto di un modo di pensare fazioso; non ci meravigli una tale reazione: non è che la prova schiacciante di un’informazione (soprattutto televisiva, che è quella che conta di più) appositamente parziale, abilmente

programmata nel messaggio da far passare (ed in quello da occultare). Lo stato delle cose è questo: tutto a sfavore di ragionamento e riflessione e tutto a favore di rimbecillimento ed analfabetizzazione in laboratorio (leggi: studio televisivo).

Siamo ormai a questo: fa strada (o meglio porta business) chi infonde superficialità, volgarità e ignoranza, e non chi queste cose vorrebbe tenere lontane, magari invitando a ragionare con la propria testa per essere parte di una compiuta e moderna democrazia.

Non sembri fuori luogo l’aver parlato di questi temi su un giornale locale, anzi: queste sono battaglie da combattersi a partire dalle trincee più arretrate, perché sono battaglie che iniziano nella coscienza di ognuno, non fosse altro che per il bene dei nostri figli.

Forse sono trincee oramai deserte, abbandonate in tutta fretta per assistere all’ultima de "L’Isola dei famosi" o "C’è posta per te" (per non dir di peggio), ma sono questi gli spazi da riguadagnare per arginare l’imbarbarimento di una democrazia sempre meno in buona salute.