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Egregio
direttore,
sul
numero del 6 novembre 2003 di "Meridiano 16" è apparso un
articolo riguardante la questione della

"167",
dal titolo " Chi semina vento...".
Quei
puntini sospensivi, nelle sue intenzioni Direttore, lasciavano forse,
presagire
chissà quali tempeste, tempeste che, invece, non ci sono state, né ci
saranno,
poiché sulla ventennale vicenda degli espropri in zona "167" si
sta per
scrivere
la parola fine, grazie anche al conforto dell'opposizione che, in
Consiglio
comunale, ha votato a favore della soluzione prospettata dalla
maggioranza,
ad eccezione del rappresentante della Margherita che ha inteso
astenersi.
Spiace
constatare che le argomentazioni e i rilievi illustrati sul Suo giornale non
trovino riscontro nei fatti. Non è assolutamente vero, come Lei afferma che
i costi derivanti dagli effetti della delibera n. 61 del 30 settembre 2003
si scaricheranno sui cittadini per una ragione molto semplice: sul valore
stimato, dall'Ufficio tecnico comunale, non sono stati maggiorati interessi
legali, né altre spese, Quindi non ci sarà nessun aggravio per la
cittadinanza.
Quanto
alla "colpevole inerzia burocratica che dura da oltre venti anni",
come si legge su "' Meridiano 16" devo ancora smentirLa: mio senso
dello Stato mi porta a non avere remore ad addossare responsabilità, se ve
ne fossero, ma devo onestamente dire che non si può parlare di colpevole
inerzia degli amministratori precedenti, dato che dopo il 1980,con la
caducazione della norma sugli espropri costituita dalla legge 865 del 1971,
si è dovuto attendere la "359" del 1992 per avere un primo testo
di legge sulle espropriazioni, che però, non trattava di questioni
storiche. Tali casi vennero affrontati solo con la legge del 1 1997, ma
tutti i problemi interpretativi sono stati risolti compiutamente con il
nuovo Testo Unico entrato in vigore di recente: il 30 luglio 2003.
Come
tutti possono comprendere si è stati in piena "vacatio
legislativa". Tuttavia,a Lucera, il problema della "167"
aveva ed ha una rilevanza collettiva, che poneva l'Ente comunale nelle
condizioni di trattare, in primo luogo, con i rappresentanti dei cittadini,
comitati sindacati o associazioni), mentre nella seconda fase, dopo aver
raggiunto accordi di massima o definitivi procedere con incontri diretti.
Una procedura prevista, peraltro, dall’accordo nazionale stipulato fra l'Anci
e l'Apu. Ed è esattamente la strada che sta seguendo il Comune di Lucera,
certi e sereni della bontà dell’operato, teso a voler risolvere con la
massima attenzione possibile nei confronti dei cittadini assegnatari Non è
vero, dunque, che i cittadini non
siano
stati interpellati, o che non siano stati forniti chiarimenti egregio
Direttore.
Un
altro aspetto evidenziato nell'articolo riguardava il "tempo
trascorso" durante il quale "alcune cooperative si sono sciolte o
alcuni proprietari di alloggi sono deceduti o sono intervenuti atti dì
compravendita degli alloggi": la questione non ha nessuna rilevanza in
quanto, nella sistemazione degli atti si terrà conto della
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situazione
attuale, come, del resto, emerge dai registri immobiliari. Né può avere
importanza il fatto che "il Comune abbia già acquistato bonariamente
alcuni suoli". Ragionando per assurdo, si può tranquillamente
sostenere che, quand'anche tutti i proprietari dei suoli avessero deciso di
regalare i loro beni al Comune, cioè all'intera cíttadinanza, non sarebbe
stato ugualmente giusto che lo stesso Comune regalasse quei suoli solo a una
parte dei cittadini, trascurando altri, comunque, beneficiari della presunta
donazione. II prezzo che,
però,
i proprietari dei suoli pagheranno è sicuramente inferiore ai costi,
perché non è gravato da interessi legali, né da spese. Un particolare che
va sottolineato.
Per
quanto riguarda l'immediata eseguibilità della delibera, è stata dettata
unicamente dalla scadenza del 30 settembre 2003, riguardante la norma dei
riequilibrio di bilancio. Un termine improrogabile. A maggior chiarimento
aggiungo che, l'eventuale prescrizione dei diritti dei proprietari dei suoli
non possono diventare un beneficio di pochi assegnatari, per gli stessi
motivi illustrati innanzi. Relativamente, poi, ad eventuali accordi
raggiunti, in forma più o meno nascosta fra i proprietari dei suoli e gli
assegnatari, questi non hanno alcun peso giuridico, poiché la legge
riconosce come unico interlocutore il Comune dì Lucera, sia per gli uni
che per gli altri, fatta salva la qualifica dei prelazionisti
(esercitata da Travaglino, da una delle eredi Di Giovine e da Pauri), nel
qual caso il proprietario dei suolo è la stessa persona assegnataria.
Un'altra
precisazione viene d'obbligo a proposito dei lungo elenco dei lotti
assegnati: ebbene, non è stato riscontrato alcun errore e vengono riportate
con precisione le indicazioni dei proprietari e delle misure geometriche
catastali. Gli unici prelazionisti che hanno effettivamente ceduto i loro
beni sono quelli citati. Altre cessioni sono state invece oggetto di
contenzioso perché è mancato l'accordo.
Infine,
l'intervento del geom. Ciro Tibello, presente all’incontro tenutosi al
teatro parrocchiale Santa Maria delle Grazie: l'amico Tibello ha sollevato
dubbi e perplessità, con tono polemico e poco costruttivo, ritengo, ed ha
concluso affermando che risultavano incomprensibili i calcoli dell'Ufficio
tecnico comunale. Francamente meraviglia che un professionista stimato ed
affermato possa sostenere una tesi così strana. Il geometra Tibello forse
ignora che il progetto di calcolo è stato compilato riportando a fianco di
ciascun numero la semplice formula matematica, dalla quale deriva. La
meraviglia deriva anche dal fatto che tutti i tecnici con i quali l'Ufficio
tecnico si è confrontato, i sindacati, le associazioni, gli stessi
amministratori che hanno deliberato ed i cittadini direttamente interessati
che hanno chiesto delucidazioni hanno sempre compreso i semplici calcoli dai
quali scaturisce il corrispettivo dell'assegnazione ( 5,19 curo/mc).
Il
mio rammarico, e qui chiudo, è ancora maggiore nel leggere l'accusa di
cattiva amministrazione che ritengo palesemente ingiusta, nei confronti di
chi opera con senso dei dovere e con lo spirito di rimuovere situazioni
d'incertezza, allo scopo di tutelare al meglio i diritti di tutti nel
rispetto delle leggi.
Per
completezza d'informazione auspico che venga dato ai miei chiarimenti lo
spazio che meritano. Nella certezza che per eventuali ulteriori chiarimenti
venga ascoltato anche il sindaco ed evitare di procedere con riferimenti non
veritieri e, nel contempo, lesivi dei diritti di quei cittadini che per anni
hanno vissuto nell'incertezza, perché creano infondata, ma forse, voluta
confusione.
La
saluto con la cordialità che mi è consona sempre
Peppino
Labbate –sindaco di Lucera
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