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Sinistra: troppi caporali e pochi uomini |
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di Pippo Grasso
Fa quasi rabbia continuare a constatare che non c’è manifestazione, conferenza stampa o comunicato del centrosinistra, a livello locale o nazionale, che abbia luogo senza la presenza dell’esercito dei rappresentanti delle tante microsigle che la compongono e ne rivendicano il copyright. Fa rabbia (senza quasi) constatare che proprio nei momenti cruciali in cui dovrebbe cercare una maggiore legittimazione e collegamento con la società civile (o quello che ne è rimasto) su battaglie importantissime e fondamentali (dall’informazione ai diritti dei deboli, dalla giustizia all’economia), la sinistra preferisca immergersi e annullarsi nelle solite e meschine manovre sugli strapuntini da occupare; imperterrita nel continuare a salvaguardare i tanti piccoli boss |
locali da non scontentare; animata da puro spirito suicida nel paracadutare, in periodo elettorale, i soliti amministratori di clientele che hanno massacrato e tarpato le ali ad ogni sia pur timido accenno di sviluppo delle nostre remote contrade. I discorsi più alti all’ordine del giorno sono quelli del triciclo (DS+SDI+Margherita) che continuano a lambiccarsi, come sul sesso degli angeli, sull’ingresso del movimento di Antonio Di Pietro nella lista unica, se considerarlo parte del riformismo o no. Siamo a questo! Mentre tutto va in sfacelo e sarebbe ora di unire forze sane per reagire alla palude, un centrosinistra che dovrebbere battere non uno, ma cento colpi, si accapiglia sui suoi mille capi e capetti, lasciando a se stessi coloro che dovrebbe rappresentare e difendere. E’ proprio il caso di dire: pochi (e poco) uomini e troppi caporali. |