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Lucera.
Ad un anno dal terremoto che ha tragicamente colpito le popolazioni del
Molise e della Capitanata settentrionale e portato alla chiusura per
inagibilità di diversi edifici, tra cui la monumentale chiesa del Carmine,
principale complesso religioso barocco di Lucera, giunge, attesissima, la
comunicazione da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Artistici
di Bari all’Ente Diocesi di Lucera- Troia e al Comitato cittadino pro
chiesa del Carmine (che da marzo 2003 è al lavoro per giungere alla
riapertura al culto della chiesa cercando di evitare intralci e lentezze
burocratiche), che entro la fine dell’anno inizieranno i lavori di messa
in sicurezza delle strutture dell’edificio. Direttore dei lavori sarà l’arch.
Nunzio Tomaiuoli, soprintendente vicario e componente della Commissione d’arte
sacra della Diocesi di Lucera-Troia. Ad eseguire l’intervento è stata
nominata dalla stessa Soprintendenza l’Impresa edile Ing. Resta & C.
Srl di Bari, tra le più qualificate in tale genere di lavori, capofila dei
restauri al Teatro Petruzzelli di Bari, la quale ha recentemente curato
anche il restauro della Cattedrale di Troia.
Grande
la soddisfazione tra la cittadinanza - che iniziava a prefigurare una
"San Domenico 2", ossia un’attesa ventennale - e in particolare,
tra i membri del Comitato, che nei mesi scorsi hanno lanciato più di un
appello alla cittadinanza e alle istituzioni a collaborare (cosa che di
fatto è avvenuta), facendo ricorso a tutti i mezzi a loro disposizione e
facendo le dovute pressioni affinché la pratica facesse il suo
"giro" burocratico. Il timore principale riguarda tuttora lo stato
di tenuta degli stucchi delle volte, inevitabilmente compromessi dalle
infiltrazioni di
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acqua
piovana, che potrebbero accentuarsi nel corso della stagione invernale ormai
alle porte.
Tra
i danni riportati dalla chiesa, a cui l’intervento
di
consolidamento e di restauro conservativo dovrà porre rimedio, vi sono il
crollo di intonaci e stucchi all’altezza dell’arco tra l’abside e il
presbiterio, l’accentuazione del quadro fessurativo nella volta del
presbiterio e dell’abside, alle pareti sovrastanti gli archi tra la navata
centrale e quelle laterali, alle lunette della cupola semisferica della zona
absidale e in chiave agli archi delle navate centrali e delle finestre delle
navate.
I
lavori andranno avanti seguendo le priorità fissate nel progetto (prima fra
tutte la revoca dell’ordinanza sindacale di inagibilità) e seguiranno gli
stati di avanzamento previsti nello stesso. Il budget dell’intervento è
attualmente pari a poco meno di 100.000 euro, ma si spera che queste
iniziali disponibilità economiche possano lievitare col tempo, attraverso
il contestuale ricorso a più canali di finanziamento. Ma accanto alla pur
necessaria provvista di fondi, impegno non secondario dei promotori dell’iniziativa
sarà quello di far sì che l’intervento di risanamento proceda secondo i
tempi definiti e senza eccessive "pause tecniche". Per ottenere
economie di spesa e per assicurare la continuità dei lavori in parola, il
programma dei restauri sarà svolto in simbiosi tra la Soprintendenza
regionale e la Curia vescovile, per gli aspetti tecnico-finanziari, e la
Parrocchia e il Comitato, per quanto riguarda il cofinanziamento e la
sensibilizzazione della comunità cittadina.
Sulla
effettiva riapertura della chiesa entro la prossima estate il condizionale
rimane tuttavia d’obbligo, come ben conosce chi ha un po’ di
dimestichezza con tale genere di problemi.
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