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di Agata SARDELLA
Carapelle. Ancora una volta il locale
istituto comprensivo non è venuto meno all’appuntamento con la storia in
occasione del 27 gennaio – istituito dalla L. n. 177 del 31 luglio 2000
come "La giornata della memoria" – riproponendo, in forma, per
così dire, aggiornata e rivista rispetto allo scorso anno, una teoria di
documenti, fotografie, riflessioni, immagini, testi, raccolti in una mostra
allestita nell’atrio della scuola, dagli allievi della 3^ B che, sotto il
coordinamento della loro prof.ssa di materie letterarie, hanno voluto
offrire a tutti non solo il frutto del loro lavoro in aula, ma anche l’occasione
per una riflessione collettiva sulla memoria della Shoah, su una delle
pagine più tragiche ed oscure della storia del nostro Paese e dell’Europa
intera. Hanno così i ragazzi della 3^B delineato,
attraverso le immagini e la parola scritta, un vero e proprio percorso di
apprendimento condotto in modo coerente, culturalmente rigoroso,
metodologicamente corretto e soprattutto fondato su una visione critica di
ciò che è stato: sono partiti, infatti, da una riflessione sulle leggi
razziali del 1938 – regolarmente lette ed esposte in una specifica sezione
della mostra – sono passati a proporre drammatiche fotografie della
deportazione e dell’uccisione degli Ebrei nei lager nazisti, hanno
presentato testi letterari e libri scritti da alcuni internati ad Auschwitz,
hanno visionato documentari proposti dalla TV, hanno, infine, dato spazio a
riflessioni personali scritte ed esposte in un’altra sezione della mostra.
Si è trattato di un vero e proprio viaggio nella memoria, con l’occhio
attento, però, a non consegnare il proprio lavoro/studio/percorso ad un
passato distante, definitivamente separato dal nostro presente e da noi che
in esso abitiamo. E’, infatti, un’operazione riduttiva per la scuola
recuperare il passato per una condanna che si esaurisca nella valutazione
contingente di quel periodo storico, se la memoria non diventa, nelle nuove
generazioni, impegno e consapevolezza per andare al di là del semplice
ricordo dell’orrore e per spingersi sul terreno della riflessione e per
interrogare il presente in cui nuovi mostri possono produrre
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nuove stragi di massa. I giovani devono
comprendere che, come in passato, gli stereotipi del pregiudizio (v. il
concetto della razza ariana ecc.) hanno determinato il consenso intorno
alle leggi razziali, così, nella società di oggi, i nuovi pregiudizi
possono far rinascere eventi simili allo sterminio degli Ebrei: il
terribile evento dell’11 settembre 2001, con tutte le conseguenze che ha
determinato nel mondo – dalle vicende dell’Afghanistan al terrorismo
islamico internazionale alla situazione incandescente dell’Iraq alla
guerra alle porte – conferma, con agghiacciante immediatezza, proprio la
sorda crudeltà del fanatismo a cui nulla appare inviolabile. Tutto questo
impone oggi una presa di coscienza collettiva, che deve trovare nella
formazione delle nuove generazioni il suo fulcro, perché si possano
evitare per il futuro le follie sanguinarie del passato. In
questa direzione si è mosso l’impegno dei ragazzi della 3^B che, per la
qualità dei risultati conseguiti e per l’attenzione prestata al
percorso loro proposto, hanno saputo trasformare la manifestazione del 27
gennaio 2003 in una straordinaria occasione di crescita umana e civile,
meritando il plauso non solo della loro insegnante, ma anche del dirigente
scolastico, prof. Marco ZUFFO, che ha voluto, in virtù della Sua
sensibilità di uomo e di educatore, inaugurare personalmente la mostra.
Per queste ragioni gli allievi della 3^B
vanno ricordati ad uno ad uno:
Iolanda Bubici, Assunta Coluccelli,
Vincenzo Colucci, Filomena D’Alessandro, Francesca De Vito, Giuseppe
Evangelista, Michele Ferrara, Sarah Giuliano, M. Pio Martino, Michele
Mitrione, Bianca Piserchia, Maria Rita Piserchia, Alessandra Pocchia, M.
Grazia Ruffo, Alda Sgarro, Alessandro Siena, Alessandro Tarantino, M.
Teresa Ventriglio, Maria Vitulano.
Agata SARDELLA
docente IC
CARAPELLE
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