|
di Leonardo P. Aucello
S. Marco in Lamis. Tra i poeti che amano
"verseggiare" in vernacolo sammarchese si aggiunge su un altro
nome, quello di Michele Tenace che ha dato alle stampe la sua prima
silloge "Chiena la luna", dal titolo di una poesia della
raccolta. Si tratta di una "plaquette" di componimenti di
diversi temi, edita per conto della Collana delle Edizioni di Via Venezia
di San Marco in Lamis diretta dal professor Matteo Coco. In
queste poesie l’autore affronta argomenti di varia natura che spazia
dalla politica, alla fede, alla devozione (soprattutto alla Vergine
Maria", alle tradizioni locali, al bozzetto, all’emarginazione
sociale: in ognuno di esse l’autore mostra più che una colta
elaborazione stilistico– strutturale una certa propensione al canto e
all’affabulazione spontanea nel respiro breve di una quartina o nella
ripresa di una stanza di un motivo poetico. Quest’ultimo, poi, è
sostenuto dalla presenza quasi incessante di molte rime baciate o di
assonanze che accompagnano la scansione ritmica delle strofe e
|
ne attenuano spesso la melodia. Ma
dietro queste immagini a volte cupe, a volte ardite o velatamente smaniose
di giudizi polemici e passionali, e a volte intrise di pacata devozione
religiosa o festosamente folcloristiche da vero bozzetto paesaggistico, si
cela lo spirito popolareggiante dell’autore caratterizzato da un fervore
istintivo e declamatorio più che da una sintesi adeguata di stili e
ispirazione. Ma ciò non toglie che il canto non si
elevi ad espressioni di una certa capacità poetica commisurata all’ebbrezza
di una naturalità formale che non si sottrae alla bellezza del verso e a
una sua discreta musicalità attraverso la chiarezza e la sincerità dei
sentimenti provati. E nella genuinità dei moduli
fonetici e lessicali, perlopiù legati alla tradizione orale sammarchese,
il poeta riesce a trasmettere comunque palpiti di commozione che
fuoriescono da singulti di emozioni, a volte allegre e gaie, a volte più
tristi e dimesse; come lo è la sua semplice e innata voglia di esprimersi
in versi nella caratteristica gergale del suo idioma natìo.
Ritorna
alla copertina
|