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S. Marco in Lamis. Ha riscosso un ottimo
successo il pubblico e di critica la "Mostra filatelica sui viaggi
apostolici di Giovanni Paolo II" allestita nei locali dell’AVIS di
San Marco in Lamis. L’autore è un insegnante sammarchese, Pietro
Paglia, appassionato non solo di raccolta di francobolli, ma soprattutto
attento osservatore dei quasi cento viaggi intrapresi dall’attuale Papa
nel suo lunghissimo Pontificato che ha raggiunto un quarto di secolo dalla
elezione. Pietro Paglia ha saputo collezionare con
diligente minuziosità sia i francobolli che le cartoline emessi dallo
Stato del Vaticano, ma anche dai Paesi dove il Pontefice si è recato in
"Pellegrinaggio", ottenendo così un lungo collage di figure
più suggestive di ogni visita: dai continui bagni di folla nelle varie
Nazioni in cui il papa ha cercato di diffondere un messaggio di pace e di
salvezza, al suo sguardo a volte gaio e sereno, a volte più cupo e
meditabondo; ma sempre con la mente e con il cuore rivolti a Dio presente
nell’anima sofferente di migliaia di fedeli. L’ordine
cronologico dei sacri "valori bollati" che compongono la
collezione di Paglia costituisce l’elemento fondamentale nella
ricostruzione storica degli innumerevoli tasselli di questo caratteristico
mosaico di immagini di Giovanni Paolo II. Insieme ai
Pellegrinaggi internazionali, la mostra ha dato
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rilievo anche a delle cartoline
raffiguranti alcune visite pastorali e devozionali del Santo Padre, a
partire da quella effettuata in terra di Capitanata nel 1987 in cui il
Pontefice si è soffermato sulla tomba del futuro Santo Padre Pio da
Pietrelcina e nei molteplici "Siti" mariani dislocati in vari
punti della Provincia foggiana. La raccolta
filatelica di qualsiasi argomento spesso è alla base di una concreta
ricerca per ripercorrere le tappe (come in questo caso quelle del Papa),
che servono non solo come documento reale per la ricostruzione di
particolari momenti storici, ma soprattutto per trovare dei punti di
congiunzione tra la vita di un personaggio, quale è appunto quella di
Giovanni Paolo II, e la sua opera missionaria per la salvezza e il
riscatto di ogni popolo della Terra. Un merito va
riconosciuto quindi in Pietro Paglia che, attraverso questa esposizione
avisina, ha permesso a moltissimi cittadini sammarchesi e di paesi
limitrofi, di potersi confrontare direttamente con alcuni avvenimenti più
significativi della seconda metà del Novecento che hanno suggellato la
grandezza non solo del periodo in sé, ma hanno fatto rilevare l’importanza
di quest’uomo venuto dall’Est, ossia da ex Paese comunista, che ha
impresso su ognuno di noi la sua Umanità e sensibilità senza confronti.
Leonardo P. Aucello
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