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di Agata SARDELLA
A Carapelle in vero, presso il locale
istituto comprensivo, l’educazione alla legalità è di casa, perché da
anni i docenti sia del segmento elementare sia di quello medio hanno
assunto il tema della formazione dell’allievo come uomo e cittadino all’interno
della propria proposta educativa, ritenendolo non solo un valore in sé,
ma nella situazione attuale, segnata dalla diserzione generalizzata ad
ogni livello, una vera e propria sfida, oltre che una necessità
inderogabile dinanzi ai tanti fenomeni preoccupanti della realtà di oggi
che ogni giorno fanno emergere nel Paese sconcertanti tassi di
inquinamento della legalità. Dinanzi ad un quadro
come quello che descrivono quotidianamente i vari mass media (uccisioni,
rapine, criminalità organizzata, manifestazioni di xenofobia, furti,
corruzione ecc.) non è possibile restare indifferenti e lasciarsi
travolgere dalla sfiducia nelle possibilità di cambiare: non è possibile
per la gente comune, figuriamoci per la scuola che, per definizione, è il
"luogo" della partecipazione per eccellenza, del dialogo, della
libertà, della legalità, dei diritti. In questo senso si può affermare
che il problema dell’educazione alla legalità investe lo stesso fare
scuola, perché trascende il disciplinarismo per diventare il lievito di
tutta l’azione formativa di una scuola che non voglia parlare in nome
del nulla, ma che voglia contribuire all’elaborazione di un nuovo
progetto-uomo che assegni il primato all’essere anziché all’avere.
Sorretti, pertanto, da tale convincimento, i docenti dell’istituto
comprensivo di Carapelle, sotto la intelligente regia del loro dirigente
scolastico, prof. Mario ZUFFO, sempre disponibile a sostenere le diverse
iniziative degli insegnanti, hanno interrotto le normali attività
didattiche per dedicare ben quattro giornate alla riflessione collettiva
sui temi della legalità, dell’educazione alla democrazia e del rispetto
delle leggi, riuscendo a trasformare in una preziosa occasione di crescita
umana, etica e civile persino il recente furto di computer subito dalla
scuola, presumibilmente nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2003,
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a seguito di un’incursione notturna
operata presumibilmente da sconosciuti che si muovono evidentemente sul
terreno opposto a quello della legalità. All’interno di un tale
pregnante percorso, che è frutto – è bene ripeterlo – di una scelta
collegiale che coinvolge non più il singolo insegnante, ma tutti i
docenti indistintamente e tutti gli alunni, si situa l’incontro-dibattito,
tenutosi il g. 12 febbraio 2003 nei locali della scuola, con il sacerdote
Michele PERCHINUNNO della parrocchia S. Antonio da Padova di Cerignola e
con la dott.ssa Maria Pia BONAVITA, avvocatessa civilista del Foro di
Foggia, anch’ella proveniente da Cerignola, entrambi impegnati in prima
linea, l’uno sul terreno della formazione di una nuova coscienza morale
che si ponga come barriera al dilagare dell’illegalità, l’altra su
quello della repressione e della lotta alla delinquenza in nome del
diritto e della libertà di tutti. Ognuno dei due
ospiti ha portato il prezioso contributo delle proprie idee in relazione
al proprio ruolo, dando una significativa lettura del fenomeno della
criminalità e dei mezzi per fronteggiare l’assalto di chi dal
turbamento dell’ordine civile tenta di trarre vantaggio. I
due interventi, però - per quanto giocati l’uno sul versante della
coscienza morale, nel senso della formazione di individui capaci di porsi
prospettive ampie sul mondo dei valori etici, l’altro su quello
specifico del diritto e della giustizia – hanno, per così dire, avuto
una loro circolarità interna, fondata sulla speranza e sulla fiducia,
perché il cambiamento è possibile a condizione che ognuno di noi cominci
a fare la sua parte, partendo dalle piccole cose che appartengono al
vissuto quotidiano, per disinnescare gradualmente tutti i meccanismi
centrati sulla spasmodica ricerca del denaro e per affermare, attraverso l’impegno
responsabile e la partecipazione consapevole, una cultura nuova capace di
dare senso alla vita e contenuto al rispetto dell’altro.
Agata
SARDELLA
Docente
IC
CARAPELLE
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