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Poesia Alberona, vincono Carlesi e Galilea


   
 

 

ALBERONA – Vincono Dino Carlesi, poeta e critico d’arte milanese e Benito Galilea, scrittore di origini calabresi e romano d’adozione: a loro, rispettivamente, vanno il primo posto del Premio Internazionale di Poesia "Borgo d’Alberona" per la poesia edita e il gradino più alto del podio per la poesia inedita. Dino Carlesi, autore prolifico e pluripremiato in Italia (http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Carlesi), ha vinto presentando la sua ultima opera, "Rendiconto". Di grande prestigio anche il curriculum di Benito Galilea: vincitore di oltre centocinquanta Primi premi letterari, incluso in decine di antologie e riviste letterarie, è studiato nelle scuole e le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, russo, spagnolo. Per la poesia edita, secondo e terzo posto sono stati assegnati al bolognese Giovanni Infelìse e al romano Giovanni Occhipinti. Per l’inedita, secondo posto a Silvana Folliero (Roma) e terzo posto a Benito Sablone (Chieti); segnalazioni speciali di merito al sanseverese Alfonso Tartarino, al foggiano Marcello Ariano e a Vito Locurcio di San Ferdinando di Puglia. Lo scorso anno, il primo premio per la poesia edita fu assegnato alla poetessa Maria Luisa Spaziani (La luna è già alta, edito da Mondatori), mentre nella sezione "inedita" s’impose Giuseppe Vetromile. Durante la cerimonia di premiazione è stata ricordata la figura di Giacomo Strizzi, poeta alberonese apprezzato in tutta Italia, nella ricorrenza 120° anniversario dalla sua nascita. Domenica sera, per la terza volta negli ultimi tre anni, Alberona si è trasformata in una piccola-grande capitale della poesia, rendendo onore alla sua tradizione storica di terra capace di ispirare la creatività e l’ingegno di poeti e scrittori.

Un paese di poco più di mille abitanti, attraverso l’istituzione di un premio dedicato all’arte poetica, ha trovato il modo migliore per promuoversi attraverso la valorizzazione di un’antica vocazione.

"A pié di Montàuro, su d'una ripa verde, Alberona pare una sposa biancovestita; lì, a solatio, tra una raggiera d'ulivi e querce, e un'armonia d'acque e uccelli, guarda il mare, striscia di pietra turechina, l'Isole Tremiti e il Tavoliere d'oro cangiante della Puglia piana" da "Alberona" di Giacomo Strizzi (1958)

 

  

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