Nostra intervista al Presidente dell' Ordine degli Avvocati del Tribunale di Lucera, avv. Giuseppe Agnusdei

Il servizio "giustizia"

di Elena Del Duca

 

Appare felice e soddisfatto il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lucera, Giuseppe Agnusdei, nonostante i molti impegni che quotidianamente è chiamato a svolgere. A soli quarantaquattro anni ne ha all’attivo ben ventitré di servizio caratterizzati da successi e soddisfazioni non ultima, la neo presidenza dell’Ordine lucerino che manterrà nel biennio 2004- 2006.

 

Avv. Agnusdei, parliamo dello stato di salute del Tribunale lucerino. Esso comprende sotto la propria giurisdizione, ben trentadue comuni, ha otto uffici giudiziari, un tribunale circondariale, due sezioni distaccate, la Procura della Repubblica, quindici magistrati, un magistrato onorario, i giudici di pace, il personale amministrativo, cinquecento avvocati e cinquecento praticanti ma è definito a torto "minore"…

 

Su centotrè province ci sono ben sessantuno tribunali subprovinciali. Lucera è compresa in questi ultimi ma, per dimensioni di popolazione, per estensione di superficie, per contenzioso è più importante di una ventina di tribunali che hanno sede in capoluoghi. Questo colloca la all’ottantesimo posto. Attualmente, siamo inseriti nel Coordinamento nazionale dei Fori subprovinciali che si è creato da due anni e segue le necessità dei tribunali cosiddetti "minori". Attraverso la mia persona, Lucera ne è entrata nel consiglio direttivo.

 

Quali sono le iniziative più importanti alle quali parteciperà l’Ordine degli Avvocati di Lucera per quest’anno?

 

Tra le diverse iniziative in programma, comparteciperemo all’organizzazione di un evento d’importanza storica, che si terrà dal 14 al 16 ottobre. Foggia, infatti, sarà la sede dell’assemblea europea degli avvocati e a Lucera è prevista una sessione parallela di lavori sulla formazione e l’aggiornamento del professionista. Sarà un’occasione di grande visibilità per tutto il nostro territorio. Il 15 maggio, inoltre, abbiamo tenuto, presso la sede della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, il seminario su "Il metodo nel diritto". È stata la prima volta che il foro lucerino è entrato nel circuito nazionale della formazione del Consiglio Nazionale Forense.

 

Durante, il suo intervento alla cerimonia di saluto del Presidente Infantini, Lei ha parlato di "servizio giustizia" a favore dell’utenza e della collettività, un servizio da rendere più efficiente ed equo possibile nonostante la cronicizzazione di disfunzioni che colpiscono il settore giustizia e alle quali, lo stesso circondario lucerino, non può sottrarsi del tutto. Nella nostra realtà è, dunque, più difficile attuare il "servizio giustizia"?

 

Il primo elemento che valuta colui che non è operatore del diritto sono i tempi della giustizia. La realtà di Lucera non è né la migliore e neanche la peggiore. Anzi, bisogna precisare che negli ultimi tempi, grazie anche alla presidenza di Infantini, ai suoi colleghi e alla collaborazione degli avvocati, sicuramente il carico di lavoro e i tempi sono stati ridotti. Il successo è stato ottenuto soprattutto nella sezione penale presieduta dal giudice Bovio, attualmente Presidente f.f. del Tribunale di Lucera.

Per il campo civile c’è una cronicizzazione ma è una situazione a livello nazionale. Stiamo lavorando molto per attuare i tempi previsti nella "Legge Pinto" e nel "Progetto Strasburgo" e far rientrare la durata dei giudizi in un triennio. Quest’ultimo è senz’altro uno dei miei obiettivi.

 

Per realizzare al meglio il "servizio giustizia" in quale direzione si sta muovendo l’Ordine degli Avvocati da Lei presieduto?

 

Il nostro ordine sta cercando di fornire servizi ai suoi cinquecentododici iscritti. Di fronte ad un numero così alto, ci preoccupiamo in primis della qualità del servizio. Le iniziative che sta adottando l’Ordine sono rivolte a far circolare, quanto più possibile, le informazioni riguardanti molte tematiche. Inoltre, abbiamo istituzionalizzato le sedute itineranti nel circondario. A fine maggio l’Ordine si riunirà ad Apricena ed è stato già stabilito un calendario per tutto il 2005. Certamente c’è la necessità di molta qualificazione professionale per realizzare la quale, puntiamo all’obbligatorietà di percorsi formativi sia per quanto riguarda l’accesso alla professione dell’avvocato sia per conservare l’iscrizione all’albo. Il passaggio importante nell’ambito della formazione permanente, ci sarà proprio ad ottobre quando, in occasione dell’assemblea europea, contiamo di emanare una carta che sancisca la formazione e l’aggiornamento obbligatori.

 

L’informatica aiuterebbe molto a snellire i tempi della giustizia…

 

Lucera intende essere presente anche nel percorso del processo telematico che è sicuramente non agevole per ostacoli di natura finanziaria. Attualmente, in Italia è prevista solo una sperimentazione presso sette tribunali dei quali solo due, quelli di Bergamo e di Lamezia Terme, sono partiti. L’informatica sta aiutando molto l’attività degli operatori del diritto e speriamo di far rientrare nel prossimo giro di sperimentazione entro la fine dell’anno che dovrebbe riguardare altri venti tribunali. Il processo telematico si svolge in una serie di fasi. Prima di tutto, da la possibilità agli avvocati di avere notizie sullo stato delle cause a distanza, collegandosi alle cancellerie tramite il proprio pc. In una fase successiva, pure il deposito degli atti si potrà fare in via telematica. Infine, si potrà gestire i processi, nei quali non è richiesta la fisicità, a distanza. Sarebbe un gran vantaggio per gli avvocati e per l’utenza che non hanno la fortuna di vivere nella sede del tribunale.

 

Da diverso tempo si parla di una nuova sede per il Tribunale di Lucera. Se si avrà, orientativamente quando?

 

Si sono fatti dei passi avanti nella progettazione ma nell’attuale stato di cose non si ha la possibilità di affermare quando sarà possibile avere una nuova sede giudiziaria. La sede del Tribunale è storica ma effettivamente non riesce a contenere tutti gli uffici, come quello del Giudice di pace. Questo comporta maggiori difficoltà operative per gli stessi operatori del diritto e per le parti.