|
di Raimo Erika
"L’euro ha modificato notevolmente il nostro tenore di
vita…preferivo di gran lunga la cara vecchia lira…" oppure "non ne posso
più: i prezzi sono raddoppiati e gli stipendi sono gli stessi; non è
possibile andare avanti così…".
Sono numerosissime le frasi cariche di malcontento che
quasi quotidianamente si sentono nei supermercati o semplicemente a tavola,
mentre un TG sta esponendo tale "problema" .
Ma, l’euro, con la sua entrata in vigore, cosa ha
effettivamente modificato? Cosa ha realmente intaccato in maniera negativa?
I prezzi sono realmente insostenibili e poco adatti agli stipendi, che
invece sono sempre gli stessi? L’indagine, da noi condotta nell’ambito di
uomini e donne stipendiati, potrà rispondere a tali quesiti.
Anna, commessa.
"Personalmente, ritengo che l’entrata in vigore dell’euro, non ha fatto
altro che scombussolare il nostro tenore di vita; qualunque cosa si
acquisti, ora, con l’euro costa esattamente il doppio. E quando parlo di
qualunque cosa, intendo alludere ad un mazzolino di basilico oppure, ad
un’auto. Rimpiango tantissimo la lira, ma purtroppo, ancora una volta si
verifica la medesima vecchia storia, e cioè che non spetta certamente a noi
decidere…"
Luca, tubista. "
L’entrata in vigore dell’euro, ha modificato radicalmente il nostro tenore
di vita; i nostri guadagni non sono più in grado di far fronte ai pagamenti,
eccessivamente superiori rispetto ad essi. Tuttavia, bisogna evitare di far
riferimento alla vecchia lira; è l’unico modo per |
andare avanti…"
Antonio, postino. " Mi
limito a dire solo poche affermazioni: l’euro ci sta rovinando: ridateci la
lira, oppure raddoppiate i nostri stipendi esattamente come sono raddoppiati
i prezzi di tutti i prodotti offerti dal mercato; personalmente però, mi
sento, anche se mi dispiace doverlo ammettere, molto scettico …"
Maria, impiegata. " Ci
siamo trovati coinvolti in una realtà nuova, senza volerlo minimamente; come
al solito la democrazia diviene una sorta di utopia senza basi salde.
Quindi, la nuova moneta, che ci piaccia o no, è divenuta parte integrante
del nostro Paese, che fa parte di un’organizzazione e deve sottostare agli
accordi stipulati nell’ambito di essa. L’euro ha modificato, a mio avviso
negativamente il nostro tenore di vita; ma ormai c’è e non si può fare
assolutamente nulla, per evitare la sua introduzione. Semmai, si potrebbe
far qualcosa al fine di vedere aumentati gli stipendi, di chi si trova ad
affrontare situazioni economiche notevolmente difficili, in cui le uscite
risultano essere in netto divario con le entrate."
I nostri intervistati lanciano un messaggio chiaro e
unanime. Ma saremo realmente in grado di farci "sentire" e fare arrivare le
proteste a chi ci governa? Tale quesito non può certamente trovare un’
immediata risposta, ma potrebbe cominciare a spronare tutti coloro che hanno
contrastato l’entrata in vigore dell’euro, al fine di soffocare lo
scetticismo, seppur motivato.
Raimo Erika III Liceo Linguistico"A. Rosmini"- Lucera. |