"L' islam e la croce" un romanzo di serricchio pubblicato anche a belgrado

di Michele Cosentino

 

Cristanziano Serricchio, preside emerito nei licei (oggi dirigente scolastico), è autore di numerose raccolte di poesie e di romanzi. Il suo ultimo romanzo "L’Islam e la Croce", pubblicato, nel 2002, dall’editore Marsilio di Venezia, ha vinto il primo premio "Palazzo al Bosco" (sez. inedito 2000).

Lo stesso romanzo è stato pubblicato, quest’anno, dall’editore Decreta di Belgrado, con la traduzione di Dragan Mraovic.

Ecco, in sintesi, la trama del romanzo in parola. Manfredonia, fondata, dal re Manfredi di Svevia nel 1263, fu occupata dai Turchi nell’agosto 1620.

Gli invasori, al comando di Alì Pascià, dopo aver saccheggiato e incendiato le case, i conventi e gli edifici pubblici, tornarono a bordo delle loro galee, facendo rotta prima a Durazzo e poi a Istanbul

(Costantinopoli). Tra i prigionieri catturati ci furono due figure femminili: Giacometta Beccarini, di anni otto, e Geromina Nicastro, di anni quindici. Erano ospiti del monastero di S.Chiara.

La Beccarini, fatta grande, bellissima e intelligente, divenne la favorita del sultano Amurat con il nome di Zafira.

Alla morte di lui salì al trono il fratello Ibraim, il quale si unì con Zafira (Giacometta). Nacque l’erede Osman. Questi, all’età di due anni, durante il pellegrinaggio alla Mecca, venne rapito con la madre dai Cavalieri di Malta. Educato al cattolicesimo, si fece domenicano con il nome di Domenico Ottomano, l’uomo che sognava di mettere pace tra l’Islam e il Cristianesimo.

L’accordo tra le due religioni non avvenne, perché egli moriva nel 1676. Ma è ancora impossibile trovarlo.