A Torremaggiore la prima sconfitta del centro- destra

di Severino Carlucci

 

Torremaggiore. Ha subito la sua prima sconfitta la nuova maggioranza amministrativa di centro- destra, succedutasi a quella di centro- sinistra in seguito al ribaltone voluto da chi, celandosi sotto gli interessi collettivi ha dimostrato solo un attaccamento alla propria poltrona.

Il diessino Ragioniere Ennio Marinelli è ritornato a rioccupare la poltrona di Presidente del Consiglio Comunale di Torremaggiore dopo che ne era stato estromesso da una serie di colpi di forza infertigli da parte do coloro che con questo ribaltone volevano accaparrarsi tutto secondo un patto "inter nos" stipulato in precedenza.

Per scalzare Ennio Marinelli da quella poltrona legittimamente conquistata a suon di voti consiliari sono occorse tre tornate consiliari ed altrettanto sono occorse per eleggerne il successore. In tutto sei tornate consiliari che potevano benissimo dedicarsi alla discussione e risoluzione di altri problemi cittadini.

A riconfermare il Marinelli nella sua carica dalla quale è stato illegittimamente privato è stato il T.A.R. di Puglia tramite la decisione presa dai Giudici Pietro Morea, Giancarlo Gianbartolomei e Francesco Bellomo.

Sicuramente la tesi sostenuta dagli Avvocati Raffaele Irmici e Vincenzo Antonucci nel sostenere le motivazioni a difesa presentate da Marinelli di fronte ai Giudici del TAR di Bari sarà stata quella dettata dalla Giurisprudenza secondo la quale la carica di Presidente del Consiglio Comunale è inamovibile per cavilli politici perché ritenuta una carica "Istituzionale" a differenza di quella "assessoriale" ritenuta di fiducia del Sindaco.

Indubbiamente in questa prolungata vicenda che vede contrapposti i componenti di estrazione

"bianco- rossi" da una parte e i "giallo- neri" dall’altra arrivati ai ferri corti dopo il ribaltone lo strascico giudiziario prosegue in una serie di manifesti affissi da una parte e dall’altra nel tentativo di convincere la pubblica opinione a sostegno delle proprie tesi.

In un pubblico manifesto i giallo- neri (FI, AN, UDC e ribaltati) accusano i diessini locali di essere i fautori, con il loro ricorso al TAR contro la delibera sulla costruzione di una mega struttura informatica che avrebbe garantito 250 più altri 200 posti di lavoro, di una azione tendente a boicottare l’occupazione giovanile e lo sviluppo socio-industriale della nostra Città.

In contrapposizione al contesto di questo manifesto ne è stato affisso un altro nel quale si chiede all"eccetera eccetera" di fare la sola cosa seria che è rimasta: andarsene a casa e rimettersi alla decisione del Corpo Elettorale.

E nel contesto dello stesso manifesto vengono elencati gli atti dis_amministrativi compiuti dallo stesso "eccetera eccetera" quali:

- Approvata una variante al Piano Regolatore generale discutibile e di favore con il consenso di soltanto sei Consiglieri su ventuno;

-Assegnazione di suoli di terreni edificabili in zona P.I.P. con procedura d’urgenza scavalcando le richieste inoltrate per la stessa assegnazione da svariati anni dagli artigiani locali;

-il ritorno di Ennio Marinelli sulla sua poltrona di Presidente del Consiglio Comunale illegittimamente usurpata ed, infine "il tuo amico Vernola se ne è andato con Forza Italia lasciandoti solo…soletto nella vergogna".

Per ora il punteggio tra giallo-neri e bianco-rossi è di due a uno ma la partita continua.