Congresso 2004: rinascita cristiana si interroga "Sui confini, La speranza"

"Sui confini, la speranza" è il titolo del Congresso 2004 del Movimento di Rinascita Cristiana (MRC), svoltosi a La Cittadella di Assisi (Perugia) dal 28 al 30 maggio.

Molti sono i relatori che hanno partecipato alle tre giornate di approfondimento e, tra questi, si segnalano: Vincenzo Caprara o.p. (Teologo, Priore di S. Domenico in Fiesole), Giuseppe Dalla Torre (docente di Diritto Canonico alla Pontificia Università Urbaniana e Rettore della LUMSA), Pierluigi Grasselli (docente di Economia Politica all'Università degli Studi di Perugia), Eugenio Melloni (sceneggiatore), Paolo Naso (giornalista, Direttore della Rivista Confronti), Marco Romani (giornalista, Caporedattore del settimanale Avvenimenti), Giorgia Salatiello (docente di Antropologia alla Pontificia Universita Gregoriana), Brunetto Salvarani (scrittore ed esperto di ecumenismo), Pietro Scoppola (docente di Storia Moderna e Contemporanea all'Università La Sapienza di Roma), Francesco Sinopoli (sindacalista NIDIL/CGIL) e Jean Louis Ska s.j. (docente di Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma).

Scegliendo il tema "Sui confini, la speranza", MRC intende sottolineare quanto mai la Storia abbia conosciuto tanti confini quanti ve ne sono nel mondo contemporaneo e in nessuna epoca le frontiere sono state violate così frequentemente. L’istituzione e la caduta dei confini è all’ordine del giorno. Questo processo contraddittorio è una finestra sull’attuale condizione umana, immersa in una tensione dialettica fra identità particolari, geografiche, nazionali, linguistiche, culturali, etniche, disciplinari, di genere, e il passaggio all’altra sponda.

Certo il superamento dei confini e il tentativo di abitare molti territori possono rappresentare un grave colpo per la sensibilità di chi è abituato ai confini convenzionali e collocarsi ai confini e tentare di superarli comporta spesso dei rischi, ma sono rischi che vale la pena di correre, in visto della libertà e della creatività che implicano.

Naturalmente il superamento dei confini non è semplicemente un evento esterno ma è anche un’esperienza spirituale. In questo senso la dimensione interna del superamento dei confini viene espressa con grande risalto dall’esperienza

dell’esilio Coloro che si trovano in una situazione di esilio sono coloro che sono stati costretti a passare le frontiere, ma che nutrono nel cuore legami spirituali e nostalgia con l’altra parte del confine. L’esilio è uno stato spirituale che non si adatta mai ad una situazione imposta, ma vive di quella forza e libertà interiori che nessuno chiusura delle frontiere può soffocare. In questo senso sono molti quelli che si trovano in esilio nella loro stessa terra.Anche il cristianesimo ha ridefinito parecchie volte i propri confini: già i discepoli di Gesù si sono trovati di fronte ad un bivio: scegliere di plasmare la propria identità come quella di una setta giudaica o aprire la via di Gesù a tutti i popoli. AI superamento di questi confini etnici ha fatto seguito subito la consapevolezza del ritardo della "parusia" che ha spostato i confini temporali del cristianesimo, e così via via fino al Concilio Vaticano II che ha allargato i confini della Chiesa al mondo. Anche oggi in un ambiente culturale complesso in cui i cristiani fanno esperienza della ricostituzione di molti confini e del crollo di altri. Il bisogno è quello di sviluppare l’agilità e la sapienza spirituali necessarie per affrontare confini e frontiere nuove. Questo comporta che tutti ci educhiamo, come cristiani e come comunità, ad un autentico spirito di universalità.

Negoziando i confini infatti i cristiani scopriranno continuamente nuove dimensioni della loro stessa identità di fede.

Oggi buona parte del futuro del cristianesimo sta nelle periferie non solo sociali e mondiali, ma in tutte le zone di confine. L’incontro con nuove identità non può essere certo una minaccia per una Chiesa che concepisce se stessa come universale perché l’universalità è fatto proprio di comunione nella differenza.

L’universalità del cristianesimo è quindi la prima spinta ad attraversare ogni confine ad abbattere ogni barriera per diventare un atteggiamento e uno stile di vita proprio dei cristiani.

All’incontro di Assisi c’è stata anche la partecipazione di Lucera, con il gruppo seniores guidato dalla responsabile Enrica Curato, ed il gruppo giovani con i responsabili Pietro e Antonella Agnusdei.