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Pubblichiamo i risultati di una interessante
ricerca, condotta dai ragazzi del Liceo delle Scienze Sociali "Rosmini"
di Lucera, guidati dal prof.
Francesco
Capriglione, sull’atteggiamento dei lucerini nei confronti degli
islamici. I risultati, per quello che possono valere, sono sorprendenti,
in quanto confermano una certa ostilità nei confronti degli islamici,
proprio qui a Lucera, che nel XIII secolo è stata l’unica colonia
musulmana di tutta l’Italia sotto Federico II prima e gli Angioini poi.
Per comprendere meglio l’attuale
preoccupante situazione socio -culturale, che, a causa delle condizioni
belliche internazionali, potrebbe favorire sempre più la crescita del
pregiudizio etnico-religioso verso gli islamici, la classe IV As del
Liceo delle Scienze Sociali dell’Istituto "Rosmini", nel mese di maggio
2004, ha condotto un’inchiesta sociale su un campione rappresentativo di
393 persone (190 maschi e 203 femmine), di cui 47 (31 maschi e 16
femmine) fornite di istruzione elementare, 127 (66 maschi e 61 femmine)
fornite di licenza media, 169 (70 maschi e 99 femmine) fornite di
diploma di scuola superiore e 50 (25 maschi e 26 femmine) fornite
di laurea.
Agli intervistati è stato somministrato un questionario strutturato
secondo la "scala di Bogardus", volta a misurare la distanza sociale e,
quindi, il pregiudizio, dal livello O (= pregiudizio inesistente) al
livello 7 (= pregiudizio massimo), tramite le seguenti domande: 1)
accetteresti un islamico come parente stretto acquisito per matrimonio?
2) ammetteresti un islamico nella cerchia dei tuoi amici personali? 3)
accetteresti un islamico come vicino di casa? 4) accetteresti un
islamico come compagno di lavoro o di studio? 5) accetteresti un
islamico come concittadino? 6) lasceresti che un islamico venisse nel
tuo paese come turista? 7) escluderesti un islamico dal tuo paese?
Tenendo conto che non voler far sposare la propria figlia con un
islamico è cosa ben diversa dal non accettare un islamico neppure come
turista e prendendo, perciò, in considerazione soprattutto i primi due e
gli ultimi due livelli del pregiudizio, dalla loro comparazione è stato
possibile ricavare l’intensità e l’estensione del pregiudizio anti-
islamico per sesso, età e grado d’istruzione e giungere così ad
individuare i portatori modali del minore e del maggiore pregiudizio
anti -islamico.
Le risposte ottenute, registrate e analizzate in base all’età, al sesso
e al livello d’istruzione degli intervistati, hanno dato, quindi, i
seguenti risultati:
1. Non accetterebbe un islamico come parente stretto acquisito per
matrimonio il
42% degli intervistatì, di cui il 50% maschi e il 50% femmine:
tra i maschi il 65% con istruzione elementare, il 49% con
istruzione media, il 40% con istruzione superiore e il 33% con laurea,
mentre tra le femmine il 69% con istruzione elementare, il 43% con
istruzione media, il 35% con istruzione superiore e il 15% con laurea.
Dunque, questo primo livello del pregiudizio anti -islamico diminuisce
con l’aumento dell’istruzione, ma, a livello elementare, è maggiore tra
le femmine. Se, poi, si considerano le fasce d’età, risulta che la
risposta negativa è stata data dal 36% dei teen-agers, dal 40% dei
ventenni, dal 76% dei settantenni e dal 100% degli ottanta- novantenni.
Il pregiudizio cresce, quindi, con l’età
degli intervistati.
2. Non ammetterebbe un islamico nella
cerchia dei suoi amici personali il 27% degli intervistati, di cui il
65% maschi e il 35% femmine: tra i maschi il 74% con istruzione
elementare, il 29% con istruzione media, il 27% con istruzione superiore
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il 33% con laurea, mentre tra le femmine
il 31% con istruzione elementare, il 13% con istruzione
media, il 21% con istruzione superiore
e il 15% con laurea. Dunque, questo secondo livello del
pregiudizio anti -islamico caratterizza soprattutto i maschi con
istruzione elementare. Se, poi, si considerano le fasce d’età, risulta
che la risposta negativa è stata data dal 18% dei teen-agers, dal 27%
dei ventenni, dal 71% dei settantenni e dall’80% degli ottantanovantenni.
Anche in questo caso, il pregiudizio cresce con l’età degli
intervistati.
3. Non lascerebbe venire un islamico nel proprio paese come turista il
19% degli intervistati, di cui il 60% maschi e il 40% femmine: tra i
maschi il
65%
con istruzione elementare, il 14% con istruzione media, il 17% con
istruzione superiore e il 25% con laurea, mentre tra le femmine
il 38% con istruzione elementare, il 13% con istruzione media, il 10%
con istruzione superiore e il 15% con laurea. Dunque, anche
questo sesto livello del pregiudizio anti-islamico caratterizza
soprattutto i maschi con istruzione elementare. Se, poi, si considerano
le fasce d’età, risulta che la risposta negativa è stata data dai 10%
dei teen-agers, dal 17% dei ventenni, dal 53% dei settantenni e
dal 60% degli ottanta-novantenni. Ancora una volta, il pregiudizio
cresce con l’età degli intervistati.
4. Escluderebbe un islamico dal proprio paese il 36% degli intervistati,
di cui il 57% maschi e il 47% femmine; tra i maschi il 71% con
istruzione elementare, il 36% con istruzione media, il 31% con
istruzione superiore e il 33% con laurea, mentre tra le femmine il 38%
con istruzione elementare, il 25% con istruzione media, il 24%
con istruzione superiore e il 25% con laurea. Dunque, anche il
settimo e più alto livello del pregiudizio anti-islamico caratterizza
soprattutto i maschi con istruzione elementare. Se, poi, si considerano
le fasce d’età, risulta che la risposta positiva è stata data dal 24%
dei teen- agers, dal 30% dei ventenni, dal 71% dei settantenni e dal 60%
degli ottanta- novantenni.
Tutto ciò induce a ben sperare per il futuro, perché l’elevazione del
livello d’istruzione e la maggiore apertura mentale delle nuove
generazioni prospettano una forte diminuzione del pregiudizio
anti-islamico. L’inchiesta ha, infatti, evidenziato che il portatore
modale del minor pregiudizio anti-islamico è una giovane laureata oppure
una teen-ager con diploma d’istruzione superiore, mentre il portatore
modale del maggior pregiudizio anti-islamico è un maschio
ultrasettantenne con livello d’istruzione elementare.
La mancanza di tempo non ha, purtroppo, consentito di verificare se il
crescente pregiudizio anti -islamico abbia superato il vecchio e
consolidato pregiudizio verso gli zingari: verifica che ci si propone di
realizzare nel prossimo anno scolastico.
(La prima foto raffigura un momento
della cerimonia di gemellaggio del 1989 tra Lucera e San Cipirello in
nome dei Saraceni. Al centro è riconoscibile il sindaco dell’epoca
Giuseppe Melillo, sulla estrema destra l’attuale sindaco Labbate. La
seconda foto, invece, è la cartolina commemorativa dell’evento
organizzato dalla Pro Loco)
LA CLASSE IV As Liceo delle Scienze
Sociali "A. Rosmini"- Lucera |