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Lucera- "Se l’Acquedotto pugliese non ritirerà la
proposta di sopprimere l’ufficio di zona di Lucera metteremo in atto
forme di proteste molto dure, non esclusi i blocchi stradali. Non
possiamo tollerare che la nostra città e i numerosi comuni del
Subappennino settentrionale vengano pesantemente penalizzati da una
decisione che riteniamo offensiva sotto tutti i punti di vista". E’
questa la risposta che il sindaco di Lucera, Giuseppe Labbate invia
all’amministratore delegato dell’Acquedotto pugliese Francesco Divella,
dopo che questi, in una lettera, ha ribadito, con motivazioni a dir poco
discutibili ed unilaterali,la conferma della proposta di soppressione
dell’ufficio di zona lucerino, nell’ambito della riorganizzazione dei
Compartimenti in Business Unit territoriali.
Interpretando il crescente malumore della popolazione, peraltro ribadito
in un ordine del giorno del Consiglio comunale, il sindaco Labbate è
fermamente deciso ad andare avanti, fino a portare la protesta con
manifestazioni di piazza. "Non possiamo permettere che la nostra
città, che è sede dell’ufficio di zona dell’Acquedotto pugliese sin
dal 192O, di colpo, venga privata di un punto di riferimento per
l’erogazione di un bene essenziale qual è l’acqua" sostiene il sindaco,
e "non si accettano, perché non interessano, forme sostitutive del
servizio che si intenderebbe sopprimere, come la creazione di call
center, numero verde, internet, sportello on line, gestione contrattuale
per corrispondenza e quant’altro".
Per il primo cittadino si "tratta di surrogati e non di modernizzazione
che Lucera non può accettare, perché è semplicemente offensivo".
Solo tre giorni fa lo stesso sindaco Labbate era stato ricevuto dal
Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, e nel corso del
colloquio aveva manifestato tutta la sua preoccupazione per un progetto
che vedrebbe Lucera esclusa proprio da una reale riorganizzazione dei
Compartimenti elaborata dai tecnici dell’Acquedotto pugliese, e
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che
invece si vorrebbe far passare per ammodernamento. Dal Presidente Fitto
il sindaco aveva ricevuto assicurazioni che, in un certo modo,
lasciavano aperta la porta a un ripensamento. Fitto, infatti, aveva
assicurato il proprio interessamento, impegnandosi a dare una risposta
entro la prossima settimana. Ma l’amministratore delegato
dell’Acquedotto pugliese Divella, evidentemente, aveva già deciso, senza
avvertire la sensibilità di consultare i sindaci o altri rappresentanti
delle popolazioni.
Se l’Acquedotto pugliese pensa di far passare sopra le teste di intere
popolazioni decisioni prese senza tener conto delle loro reali esigenze,
si sbaglia. Lucera difenderà con i denti il proprio ufficio dì zona e
non permetterà che decisioni affettate, prese(forse per meri calcoli
economici e non dimostrati), debbano rivelarsi gravemente dannose e,
quindi, offensive per una vasta zona della provincia di Foggia, che
rimarrebbe completamente scoperta con la chiusura dell’ufficio di zona
di Lucera" ha affermato il sindaco Labbate, contestando, punto per
punto, le argomentazioni addotte dall’Acquedotto pugliese che sono alla
base del provvedimento di soppressione dell’ufficio zonale.
" Una città
come Lucera, con il suo patrimonio storico e culturale, sede di
Tribunale e di tutte le scuole di ogni ordine e grado, nonché di due
sedi universitarie decentrate, non consentirà di vedersi scippata di un
presidio che ha grande valenza sociale, qual è appunto l’ufficio dell’
Acquedotto".
IL SINDACO
dr Giuseppe Labbate |