L' Omaggio di Macerata allo scultore Umberto Peschi

di Umberto De Luca

 

"Io penso che un vero sculture, come qualunque altro artista, sia già tale quando si affaccia alla vita lavorativa; per un certo verso egli ha già pronto un bagaglio delle cose da dire. Il tempo, lo studio, la riflessione, gli consentiranno di organizzare meglio la propria vita artistica, ma non di nascere come vero scultore, se non lo è già. Si potrà semmai discutere del suo valore in assoluto, ma non del suo diritto all’uso dello scalpello".

Sono parole di Umberto Peschi (Macerata 1912 – 1992), a cui, grazie all’iniziativa del Comune, in collaborazione con l’Associazione Peschi e la Fondazione Cassa di Risparmio, la città natale rende omaggio a dodici anni dalla morte con una imponente antologica curata da Paola Ballesi e Nino Ricci ed allestita nella Chiesa di San Paolo, volendo contribuire all’azione di divulgazione e di approfondimento dell’opera del grande artista maceratese, originale protagonista nel panorama dell’arte contemporanea a partire dagli anni Trenta, dapprima come geniale interprete del secondo futurismo, poi come tenace ricercatore della prima ora del linguaggio dell’ astrazione, e infine, nella stagione più matura, come significativo esponente della neoavanguardia che compone la sintassi astratta secondo la intrigante poetica del tarlo, calibrata tra sottili varianti luministiche e articolazioni di moduli corrosi, tra "esprit de géometrie" e immaginazione.

In circa cento opere dal 1930 al 1992, la maggior

 parte in legno, il suo materiale d’elezione, più un cospicuo numero di disegni e un corposo corredo fotografico e documentario, la retrospettiva si ripromette di ricostruire fedelmente il percorso della vicenda umana e artistica di Umberto Peschi, lo straordinario "intagliatore dello spazio", come lo ebbe a definire Depero.

Nato a Macerata il 2 luglio 1912, Umberto Peschi è morto nella sua città natale all’età di 80 anni il 15 novembre 1992. Nel 1930, conseguito il diploma della Regia Scuola di Tirocinio, dimostra da subito talento nella disciplina dell’intaglio del legno frequentando sia gli opifici dei mobilieri locali, dove perfeziona la sua abilità tecnica che successivamente gli tornerà estremamente utile come veicolo espressivo, sia gli studi di artisti, in particolare quello di Giuseppe De Angelis, dando vita alle sue prime produzioni.

Le sue opere sono state acquisite da collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero e sono tutte riprodotte nel catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale e contenente tre saggi introduttivi, firmati rispettivamente da Giuseppe Appella, Paola Ballesi e Desdemona Ventroni.