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di Severino Carlucci
Torremaggiore. Michele L., un giovane soldato
torremaggiorese, che presta servizio in una base italiana in Afghanistan,
navigando in Internet viene a sapere che davanti al Municipio di
Torremaggiore insieme a tanti trattori agricolo ci sono tante persone che
manifestano contro qualcosa. Allarmato, telefona a suo padre, il quale
informa il figlio lontano che a Torremaggiore si sta scioperando contro chi
vuole pagare l’uva da vino a soli 13 euro al quintale.
Lazzaro Di Battista, in qualità di
coordinatore del comitato spontaneo di agitazione, sostiene al microfono che
sono bastati alcuni trattori, un’auto con il tricolore e 200 viticoltori a
fare rimbalzare di nuovo il settore vitivinicolo locale sulla ribalta
nazionale, con ovvie ricadute sull’attenzione dei Governi regionale e
nazionale. La miccia è stata accesa da un manifesto pubblico sulla crisi
vitivinicola, affisso dai cinque partiti e movimenti che costituiscono
l’alternativa all’attuale maggioranza di centro- destra, dove si puntualizza
il fatto che, mentre i costi di conduzione crescono, il prezzo dell’uva
diminuisce.
Intanto il "comitato spontaneo di agitazione"
si affida alle Istituzioni ed ottiene da parte di queste ultime un manifesto
sulla crisi vinicola a firma del Sindaco e la promessa di contattare gli
organismi istituzionali preposti alla soluzione della crisi che investe il
comparto agro – alimentare.
Sul tratto di marciapiede antistante Palazzo
di Città dove i manifestanti hanno ammucchiato qualche quintale di uva in
segno di protesta viene innalzato il palco oratorio dove in serata si
alternano al microfono i Sindaci dei tre Comuni investiti da questa che, in
sintesi, si soffermano ad esternare i contatti presi in "alto loco"
intercalati da proposte di soluzione o di alleggerimento quali la
integrazione comunitaria sul prezzo dell’uva, la riduzione delle tasse che
gravano sul comparto agricolo e la proposta della costituzione di una
"Autorità" che controlli il mercato.
La sera successiva partecipa alla
manifestazione anche il Presidente della Provincia di Foggia, Carmine
Stallone, che al microfono dice che quando si va in crisi sono sempre gli
operatori agricoli ad essere penalizzati per primi e nella stessa occasione
il Sindaco, di ritorno da Bari, annuncia di avere contattato l’Assessore
regionale all’Agricoltura Marno che si incontrerà all’indomani, a Roma, con
il Ministro Alemanno nel tentativo di affrontare e risolvere questa
emergenza.
Viene accettata la proposta di convocare il
Consiglio Comunale all’aperto ed "aperto" a chiunque voglia proporre
qualcosa (riunione che poi. A causa del |
cattivo tempo, si è svolta nella Sala
Consiliare del castello).
Nel corso dello svolgimento del comizio viene
diffuso un volantino che riporta nel primo periodo: "Ho avviato
contatti urgenti in sede comunitaria per
richiedere l’autorizzazione per la distillazione delle uve di vino eccedenti
o danneggiate dal maltempo e per richiedere l’acquisizione da parte
dell’Agea della produzione eccedente per la trasformazione in succhi d’uva".
Nel volantino viene precisato che la
surriportata dichiarazione è stata resa dal Ministro dell’Agricoltura Gianni
Alemanno e viene aggiunto che quanto prima il Comitato Tecnico costituito
dal Ministro e dagli Assessori regionali all’Agricoltura discuterà sul come
uscire dalla crisi in atto.
Dopo "tanto rumore per nulla" costituito dalle
parole del Sindaco e dalle promesse del Ministro, considerato che dopo tre
giorni di agitazioni i compratori invitano i viticoltori a consegnare loro
l’uva senza prezzo, la gran parte dei viticoltori presenti è pervasa dallo
sconforto e dalla rassegnazione.
E si arriva infine alla riunione del Consiglio
Comunale con la presenza dell’Assessore Provinciale all’Agricoltura
Angelillis e del Sindaco di San Paolo Zampino.
Nei vari interventi in questa riunione
consiliare "aperta" protrattasi per oltre quattro ore e mezza sono emerse,
come proposte : il recupero del 35% sul prezzo di mercato a favore dei
produttori; interventi aggiuntivi che si potranno avere dal Governo;
alleggerimento della pressione fiscale che grava sull’Agricoltura;
controbattere la concorrenza straniera migliorando la redditività nelle
nostre aziende agricole con un salto i qualità
Tra le critiche è emerso il fatto che non si è
costituita la Consulta per l’Agricoltura, che non è stato ultimato il
Catasto vitivinicolo e che non si è investito abbastanza denaro per la
trasformazione sul posto dei nostri prodotti agricoli.
Le conclusioni su quanto si è detto in Aula
sono state tirate dall’Assessore Angelillis che informato su quanto l’Ente
Provincia sta facendo per gli agricoltori e dal Sindaco che malgrado qualche
carenza di esposizione in materia (potrà sempre sostenere di essere Sindaco
per elezione e non per concorso) propone ai viticoltori di sospendere la
loro agitazione.
I quali viticoltori, constato che il prezzo
dell’uva della vendemmia in corso non è stato ancora fissato, hanno capito
che quattro giorni di agitazione sono serviti soltanto a fare un buco
nell’acqua.
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