Conclusa la II edizione della Kermesse letteraria organizzata da "Mediterraneo è Cultura"

Lucera mediterranea ovvero i luoghi degli affetti

di Elena Del Duca

 

Lucera. In fondo siamo i luoghi in cui viviamo. È il forte messaggio emerso in modo corale dal Festival della Letteratura Mediterranea. La seconda edizione ha, senza dubbio, emulato la prima e si è confermata come una delle più importanti manifestazioni di tutta la provincia e dell’Italia meridionale per consensi e adesioni. Ogni autore intervenuto, ha trattato secondo il proprio vissuto, il tema"Luoghi e affetti". L’apporto d’esperienze è stato notevole e i "fedeli" del Festival hanno potuto confrontarsi e condividere in parte realtà differenti da quella italiana. "Trovare legami tra i popoli di culture diverse" è il fine che l’associazione "Mediterraneo è Cultura" si è posto fin dalla sua costituzione, nel gennaio 2003, e che è stato centrato in pieno con l’evento culturale tenutosi tra il 23 e il 26 settembre. "Il luogo definisce un’identità e manifesta un’appartenenza- ha affermato Lucia Saccone, presidente dell’associazione organizzatrice- Vogliamo realizzare un dialogo, un confronto pacifico e un’integrazione".

Ad impressionare favorevolmente i partecipanti, presenti sempre in gran numero, sono stati i vissuti di autori italiani, come Paolo Di Stefano e Francesco Piccolo ma soprattutto quelli delle scrittrici provenienti dalla Turchia, dal Libano e dall’Algeria, paesi martoriati da lunghe guerre che hanno segnato indelebilmente la vita di donne, le quali con coraggio raccontano nei loro libri la storia di quei luoghi. L’atmosfera famigliare che si è creata, ha contribuito a mettere a proprio agio gli scrittori e a porre gli intervenuti in una condizione di profondo ascolto, come nell’incontro svoltosi in piazza Lecce con il poeta spagnolo Juan Vicente Piqueras.

È bello citare alcune delle espressioni più toccanti emerse da questo Festival, quelle che in fondo, sono rimaste nell’animo di ognuno come la citazione tratta dal libro "Ada d’ambra" di Buket

Uzuner "…io credo che essere ‘di’ un posto significhi l’amore, il desiderio di continuare a vivere lì…Perché la vita è il ritratto di dove siete vissuti. Il mio primo nome è Kuzguncuk".

Dopo quattro giorni di "full immersion" nella letteratura mediterranea, alla fine non si può che sentirsi più "mediterranei" come la scrittrice franco-algerina, Malika Mokeddem. Sono sue queste parole condivisibili in pieno: "Il Mediterraneo è un cuore che batte tra le due rive della mia sensibilità".

Oltretutto, la kermesse letteraria ha permesso di avere maggiore consapevolezza anche della cultura lucerina di quella città che, come ha scritto Mustafà Abdelhadi Qossqsi, "non rimuove, non omette. Ha la saggezza della storia..". Queste ed altre impressioni degli scrittori stranieri, ospiti della scorsa edizione sono state raccolte in un opuscolo a cura della stessa associazione "Mediterraneo è Cultura". I buffet di prodotti tipici da agricoltura biologica, sono stati curati dalla "Corte Sapori", dall’"Azienda Agricola Carrino" e dalla "Masseria San Vicario".

 

(Nella foto: un momento della cerimonia conclusiva con gli organizzatori al tavolo della presidenza)