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di Pippo Grasso
C’era una volta un paese di ciechi, i
quali ovviamente si fidavano…ciecamente di ciò che veniva loro detto,
raccontato e promesso, e di coloro che dicevano, raccontavano e
promettevano.
Promettevano mari e monti ed i ciechi
erano convinti che queste cose sarebbero presto divenute realtà.
Il problema era che i poveri ciechi
continuavano a non accorgersi che si erano affidati alle mani (o meglio
agli occhi) non di chi vedeva perfettamente, ma di chi al massimo ci
vedeva da un occhio solo: non è questo già sufficiente per vederci più
di un cieco?
Così in quel disgraziato paese tutti erano
convinti di vivere serenamente e felicemente perché si fidavano (sempre
più…ciecamente) di ciò che gli veniva detto, raccontato e promesso.
Frattanto coloro che al massimo ci
vedevano da un solo occhio e che perciò venivano considerati il |
meglio, sfruttavano la situazione facendo
il bello ed il cattivo tempo (anche perché i ciechi erano convinti ci
fosse sempre il sole): monoculi in terra caecorum! usavano dire gli
antichi romani; in quel lontano paese c’era però un detto omologo che
recitava: "perepacchie face u’ dritte ammizze e’ fesse".
E a fare i dritti in quel paese bastava
veramente poco con dei fessi di tal fatta: anche un occhio di vetro!
Due precisazioni finali: primo, la
stragrande maggioranza di quei ciechi non erano dei veri ciechi, ma
persone che, per un motivo o per un altro, soprattutto per comoda scelta
e tornaconto personale, avevano pensato bene di tenere gli occhi chiusi
e perciò "collaboravano" con gli orbi; secondo, quel paese purtroppo non
è inventato, né lontano nel tempo o nello spazio, è molto, molto vicino
a chi sta leggendo queste righe, basterebbe solo…aprire gli occhi,
entrambi gli occhi, per rendersene conto e smascherare gli orbi e le
loro vacue promesse. |