A Torremaggiore un buco nel vino

di Severino Carlucci

 

Torremaggiore. Non occorre consultare un trattato di fisica per giungere alla conclusione che per fare un buco nell’acqua (col dito, s’intende) o farlo nel vino comporti lo stesso sforzo fisico perché, mentre un "buco nell’acqua", metaforicamente, equivale ad un risultato di quasi nullità, il "buco nel vino", invece, si può fare anche con l’uva.

Ed è quello che è successo, dopo tanto rumore per nulla, con la vendemmia in corso. Si è voluto manipolare una protesta spontanea di qualche centinaio di viticoltori contro il bassissimo prezzo stabilito dai mercanti per l’uva da vino scomodando Ministro, Assessori regionali e provinciali ottenendo in cambio che vaghe promesse con il risultato che tutto è rimasto come prima, se non peggio di prima.

E’ il classico buco nell’acqua!

A coronamento della manipolazione della protesta dei viticoltori è stato convocata la riunione del Consiglio Comunale "monotematico" ed "aperto" per proporre a chi di dovere di trovare una soluzione alla crisi.

E nella riunione del massimo Consenso cittadino sono state analizzate cause, avanzate critiche e consigliate soluzioni giungendo persino a proporre la formulazione di un ordine del giorno unitario sintetizzante le varie proposte.

E qui incomincia il buco nel vino.

Nell’attesa che i Consiglieri preposti alla compilazione dell’ordine del giorno si sono invitati i viticoltori a sospendere la protesta ed ad iniziare

la raccolta delle uve sperando in una pur minima lievitazione dei prezzi.

Purtroppo, per cause ancora da accertare, i capi gruppo consiliari che si erano assunto il compito di riunirsi per formulare una bozza di ordine del giorno più o meno unitario non si sono riuniti ed il buco nel vino si è allargato ancora di più.

Si decide allora di convocare di nuovo una riunione del Consiglio Comunale per formulare, discutere ed approvare un ordine del giorno sulla crisi vinicola mentre i viticoltori svendono l’uva a quattordici euro a quintale quando non la conferiscono alle cantine di trasformazione addirittura con un prezzo ancora da stabilire.

A voler fare dell’ironia su questa situazione da "libero mercato" va detto che al di sopra dei vitigni autoctoni del comprensorio hanno furoreggiato il "Bianco Alemannico" ed il "Rosso Capocartonico", vitigni che producono uve fatte di chiacchiere e di promesse.

Ed intanto il Consiglio Comunale si riunisce di nuovo in seduta monotematica con un solo accapo: "Approvazione O.D.G. sulla crisi del settore vitivinicolo". E in questa tornata consiliare la discussione in Aula, limitata alla sola lettura dei due ordini del giorno, in netto contrasto tra loro, presentati da opposizione e maggioranza, si è sviluppata su polemiche personali scaturite da dichiarazioni rese pubbliche da alcuni protagonisti "istituzionali" tramite articoli di giornali e pubblici manifesti.

Era così nutrito il battibecco che un viticoltore tra il pubblico, ad alta voce, ha fatto rilevare che non c’è serietà quando uno dei Consiglieri parla e qualche altro lascia l’Aula per andarsene altrove.

Alla fine si vota. Gli otto Consiglieri dell’opposizione di centro – sinistra votano compatti a favore dell’O.DG. da loro presentato poi in sette lasciano l’Aula facendo mancare il numero legale per il proseguimento della seduta.

In quei pochi minuti che lo Statuto Comunale concede per rintracciare qualche Consigliere momentaneamente assentatosi a ricomporre così il numero legale, viene rintracciato il Consigliere e si approva così l’ O.D.G. presentato dalla maggioranza di centro – destra.