Un intervento di Roberto Paolucci

I Manager della sanità

FOGGIA. Ove il centro sinistra vincesse le prossime elezioni regionali, a mio parere, non cambierà il piano di ristrutturazione ospedaliera approvato dalla Giunta Fitto.

Rutelli insegna che tutto quello che ha fatto il governo precedente non dovrà essere necessariamente cambiato se al governo centrale andasse un esponente dell’ulivo dopo le elezioni del 2006.

Specialmente quei provvedimenti che hanno un grosso impatto emotivo e suscitano preoccupazione negli strati deboli della società non possono, a cuor leggero, essere messi perennemente in discussione e sono da considerarsi pietre miliari del progresso civile delle comunità.

Guai a chi le mettesse in discussione: ci sarebbe un grave turbamento sociale.

Quel piano di ristrutturazione ospedaliera ha avuto la verifica sul campo; la magistratura ordinaria e quella amministrativa non l’ hanno invalidato, il governo centrale l’ ha ritenuto corrispondente alle norme di carattere sanitario ed a quelle più propriamente finanziare poiché non si può fare affidamento sull’illimitatezza delle risorse anche per la difesa di un bene primario come la salute.

Oggi sul Il Corriere della Sera Francesco Giavazzi parla di "regioni canaglia" per indicare quelle che hanno sfondato il tetto della spesa sanitaria così compromettendo le manovre finanziarie di livello centrale.

Insomma non c’è un problema di posti letto. Anche se c’è stata qualche manifestazione di protesta per alcune locali riduzioni, i cittadini poi hanno capito i termini della questione: hanno capito che non si tratta di avere molti posti letto ma un’assistenza tempestiva all’occorrenza, l’abbattimento delle liste di attesa, la qualificazione sempre più alta dei medici e dei paramedici e poi il rinnovamento della tecnologia negli ospedali, il suo continuo aggiornamento

specialmente in relazione alle capacità diagnostiche.

Il vero grande difetto dell’azione di governo della

giunta Fitto, a dire il vero, è stato determinato dalla scelta dei manager. Ultimamente Antonio Nigri, in uno dei suoi ultimi interventi in un’assemblea di Forza Italia, contestò la provenienza da lontano dei manager della sanità in Capitanata.

Anche questo è un argomento di rilievo ma non risolutivo. I manager che vengono da lontano sprecano molto del loro tempo a viaggiare e sono lontani dalla eco delle polemiche e dei mugugni dei cittadini che in materia di sanità vogliono il meglio.

La verità è che la Giunta Regionale, in nome di un malinteso dovere di trasparenza, sceglie i manager della sanità da un apposito albo che come tutti gli albi e gli elenchi limitano la scelta e l’assunzione di responsabilità della giunta.

Negli albi e negli elenchi scorrono i nomi ed i cognomi di valenti funzionari della stessa sanità, vecchi e nuovi burocrati che vogliono diventare manager senza perdere le abitudini ed i costumi del funzionario tranquillo e puntiglioso, del burocrate regionale o statale.

Nulla di più lontano dal concetto di managerialità.

A questo errore la Giunta Fitto vuole riparare, con notevole ritardo, nominando come ha nominato a Foggia TRE, l’Ing. Manfrini, ingegnere progettista, già Sindaco PCI di Cerignola e fino ad oggi dipendente con alte funzioni di una ditta privata che opera nel campo dei lavori edili.

Bisogna abolire l’albo e scegliere in mezzo a tutti, con coraggio, per dare alle aziende sanitarie locali manager con il gusto del risultato e non solo di onorare la raccomandazione.

Adesso aspettiamo che il direttore generale che se ne va dia notizia dello stato delle finanze della ASL e così i consiglieri regionali, gli assessori regionali ed i pretendenti al seggio di consigliere regionale possano esprimere il proprio giudizio.

 

Roberto Paolucci

Segretario Provinciale del Nuovo PSI di Capitanata