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La situazione politica di Lucera L' incudine e il martello |
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di Pippo Grasso
Lucera. Complice l’indifferenza dei lucerini sulla pelle dei quali si continua a giocare impunemente d’azzardo, non vi è traccia di risposte. Ricapitoliamo (…e non ce ne sarebbe bisogno). La maggioranza è chiaramente alle prese con le sue brave lotte di potere: non si capisce chi e quando deve decidere su chi e che cosa (la storia va modestamente avanti da circa due anni, o quattro semestri, o otto semestri, ecc.). Nel frattempo Lucera è alle prese con il nulla, latita, sonnecchia, aspetta il paniere dal cielo, alias la divina provvidenza, poi solitamente incarnata da qualche mago o stregone, insomma anche in questo caso niente di nuovo sotto il sole. Il centrosinistra organizza una manifestazione in cui chiede, a mezzo degli stessi più o meno presentabili volti, che questa amministrazione vada presto a casa per prenderne il posto e salvare Lucera. Anche da quest’altra parte niente di nuovo sotto il sole. Insomma l’incudine e il martello, la padella e la brace, di cui fanno le spese i lucerini, in preda ad un torpore che sembra senza fine che quasi non li fa avvertire che ai loro danni (e dei loro figli, soprattutto) si sta consumando un delitto morale, prima che politico, perché è evidente, solare, che alle parole non seguono i fatti, o meglio seguono sempre i soliti squallidi fatti, i soliti regolamenti di conti, le solite paralisi messe in piedi da uomini con statura da pigmei. |
Dunque panorama sconsolante. Indubbiamente in un paese autenticamente civile e democraticamente maturo, il cittadino che si vedesse trattato come un suddito, alla prima avvisaglia di presa per i fondelli, non esiterebbe un istante a mettere alla porta i responsabili di tali soprusi ai suoi danni . Come? Facendo il suo dovere di cittadino (ed è mestiere duro) che si informa e si documenta, in prima persona, per sapere e pretendere che coloro nelle cui mani ha affidato il suo destino e quello dei suoi figli, faccia a sua volta il suo dovere e sia capace di farlo, passando dalle mirabolanti promesse ai sudati fatti, erogando diritti, servizi, vivibilità e sviluppo, non privilegi e favoritismi. Non è più il tempo per i cittadini di "pesare" e "valutare" il centrodestra e il centrosinistra, è il tempo di far pesare se stessi, di far sentire la propria voce, di pretendere di scegliere veramente, perché non continuino gli altri a scegliere al loro posto. Gli apparati di partito, i cartelli, le correnti, i gruppi di potere, facciano uno o anche più passi indietro (anche se ciò suona bestemmia e sacrilegio): diano ascolto e voce, abbassando la propria, ai cittadini, alle forze sane, a chi vuole impegnarsi, a tutti coloro che chiedono di essere protagonisti maturi, o vogliono imparare ad esserlo, e non sudditi e merce di scambio. E’ forse l’ultima chance, l’alternativa è continuare indifferenti a rimirare se stessi in mezzo alle macerie (non solo simboliche). |