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di
Barone Anna
LUCERA.
Sabato 6 novembre alle ore 18:00 circa nei locali del Seminario Vescovile si
è tenuta un’importante conferenza del club Unesco lucerino "Federico
II". Il titolo della manifestazione è stato: " Miti memorie
leggende – Federico II – un modello di dialogo tra Occidente e
Oriente". L’appuntamento, patrocinato anche dal comune, cade in
occasione del 810° anniversario della nascita del grande sovrano medievale
e nel periodo delle celebrazioni della Giornata Internazionale della
Tolleranza (che Federico ha pienamente raggiunto ben otto secoli fa),
indetta dall’Unesco per il 16 novembre.
Il
referente della serata è stato il dottor Angelo Antonio Tatafiore,
Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Centri e Clubs Unesco e
Presidente del club Unesco de L’Aquila. La serata si è aperta con la
lettura dell’Atto Costitutivo dell’Unesco da parte della più giovane
socia del club. Subito dopo ci sono stati i saluti del Presidente del club
lucerino, Gianfranco Nassisi, che ha salutato il numeroso pubblico presente
e le autorità che hanno onorato con la loro presenza l’evento. La parola
è subito passata al dr. Tatafiore che ha iniziato la sua conferenza su
Federico II, personaggio amatissimo a Lucera soprattutto perché qui visse
per una parte della sua vita facendo erigere moltissime roccaforti in tutto
il territorio. L’amore che i lucerini nutrono per il sovrano è anche
dimostrabile dal nome stesso che il club Unesco di Lucera ha adottato,
quello appunto di "Federico II". Dunque, Tatafiore ha subito
introdotto il tema dell’immigrazione e anche quello che ha interessato
circa cinquanta anni fa molti italiani, e cioè l’emigrazione. Questi temi
si ricollegano benissimo al personaggio centrale della serata perché fu il
primo uomo della storia ad aprirsi ad una "cultura del diverso",
ottenibile solo con il contatto dei popoli e dunque con l’emigrazione di
cittadini di uno stato verso altre mete e l’immigrazione di persone
"diverse" in un nuovo paese. Federico II non comprende la
diversità poiché penetra addirittura in quella che è la realtà islamica
del tempo e lo fa nonostante la presenza autorevole del Papa. Così,
partendo dalla Sicilia musulmana del 1160 circa, il relatore ha illustrato a
tutti, e in modo abilissimo, la figura e la vita di Federico II, figlio di
Costanza d’Altavilla ed Enrico il Crudele, ma discepolo di Papa Innocenzo
III. È un sovrano educato diversamente da tutti gli altri poiché cresce in
strada e a contatto con il dialetto, i cavalli, le donne … e non solo con
la sua corte. La sua cultura si raffinerà solo dopo il primo matrimonio,
quando si circonda di scienziati e letterati. Forse è questo ciò che lo ha
reso un personaggio importantissimo perché al contrario di ciò che molti
studiosi di storia e letteratura pensano, la lingua italiana nasce con
Federico II nella sua Scuola Siciliana e non in Toscana. Nella corte di
Palermo, |
infatti,
fa arrivare i troubadours dalla Francia che oltre a dare lustro a lui stesso
porranno le basi di una consistente letteratura medievale. Egli fonda ancora
la Scuola Salernitana dove si dà un notevole impulso alla medicina.
La
sua mira espansionistica e di larghe vedute si sposta anche nella nostra
Puglia che diventa terra di caccia. Qui costruisce castelli e roccaforti
(forse il più importante è Castel del Monte, situato ad Andria e
raffigurato sulla moneta da un centesimo).
Si
è passato, poi, al rapporto tra Federico e la Chiesa. Egli riteneva che
quest’ultima avrebbe dovuto pensare solo alle anime spirituali mentre all’imperatore
spettava la guida della vita terrena degli uomini. Con il succedersi di
quattro papi egli ricevette quattro scomuniche. Nonostante questo, però,
rispetterà sempre la gerarchia ecclesiastica e conserverà sempre la sua
fede cattolica.
Per
quanto riguarda la storia di Lucera, Federico II vi è strettamente legato;
egli visse nella "Luceria Saracinorum" e nei dintorni e, proprio
nel suo domicilio di Castel Fiorentino muore quasi probabilmente non per
problemi intestinali, come è solito sentire, ma per altre ragioni: si pensa
all’avvelenamento. Nonostante questo suo essere diverso, strano,
anticonformista, egli resterà per tutta la vita "figlio del suo
tempo" , cruento e anche crudele: basti pensare al fatto che sposò la
fidanzata del figlio Enrico.
Dopo
aver percorso tutta la vita, dunque, accogliendo gli spunti offerti da
Tatafiore, ha preso la parola il presidente del club Unesco di Foggia, Dario
Damato, che, sottolineando il legame che c’era tra Puglia e Sicilia, ha
"osato" affermare che la lingua italiana nasce anche nella nostra
regione.
Dopo
i saluti rivolti al pubblico da parte del sindaco di Lucera, Giuseppe
Labbate, la parola è stata data a tutti coloro che volevano esprimere le
proprie considerazioni e il proprio parere oppure che volevano fare domande.
Tra i numerosissimi temi fuoriusciti dallo svisceramento del personaggio,
quello sicuramente più attuale è l’aspetto moderno che Federico II già
più di 800 anni fa mostrava.
Probabilmente
se il sovrano fosse esistito oggi, il terrorismo non ci sarebbe mai stato
poiché egli sapeva avvicinarsi agli islamici considerandoli diversi ma non
inferiori. Ciò permetteva dialogo e anche amicizia. Dunque la sua
personalità è veramente paragonabile "ad un orologio le cui lancette
si muovono di molto in avanti", come ha detto uno studioso di Federico
II intervenuto alla manifestazione. Infine si può dire che questi fu
abilissimo a raggiungere ciò che ancora oggi non si è raggiunto!!
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