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di
Erika Raimo
LUCERA.
Lo scorso 30 ottobre, presso il Seminario della città di Lucera, si è
svolto un Convegno incentrato sul tema "cattolici in politica",
che ha visto la partecipazione del presidente del circolo "De
Gasperi", Mario Cardillo, P. Paolo Novero, Direttore della parrocchia
"Cristo Re", Vincenzo Morlacco, Andrea Torre, presidente del
circolo "Che Guevara" della città di Foggia, Antonietta D’Andola,
assessore al turismo.
La
serata ha avuto inizio con la premessa di Mario Cardillo, che dopo aver
cordialmente salutato i numerosi presenti ha esposto le caratteristiche
del circolo "De Gasperi".
La
parola è passata successivamente a P. Paolo Novero, direttore di Cristo
Re. Il discorso del suddetto è stato lungo e notevolmente ricco di
riferimenti ad eventi storici: "non ho intenzione di comunicare a voi
tutti un’irrealizzabile sintesi sulla Dottrina Sociale della Chiesa o
sull’insegnamento di Giovanni Paolo II svolto in 26 anni di pontificato.
Vorrei comunicarvi unicamente alcune mie convinzioni che si consolidano
sempre di più dentro di me." Dopo questa breve premessa P. Paolo ha
continuato dicendo: "Ritengo che sia molto importante, a proposito
del tema riguardante il nostro convegno, elaborare scelte nell’ambito
politico; il quesito che sorge in me spontaneo, a tal proposito è se
effettivamente il credente possiede un sufficiente "senso dello
stato"; è questa una questione antica. Nel mondo cattolico, ci sono
coloro che sostengono l’impossibilità di un impegno politico di un
credente che sia interessato agli insegnamenti del Vangelo, ma è anche
vero che la politica è parte del vivere umano, ciascun uomo che in essa s’impegni,
lo fa nell’integrità della sua persona. Giovanni Paolo II afferma in un
suo discorso che è obbligo della Chiesa restare al di fuori dei partiti
politici. Papa Paolo VI, nella lettera Octogesima Adveniens ci ha
comunicato che "la politica è una maniera esigente -ma non è la
sola- di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri."
Ha
inoltre aggiunto riflessioni riguardanti la "parresia" ovvero la
franchezza che bisogna pretendere dai cattolici in politica; queste
citazioni sono scaturite da un importante quesito: "Un credente deve
essere un moderato?" ha aggiunto inoltre che deve essere condannata
la facilità con cui "spesso si passa da un partito all’altro"
condannando il trasformismo.
Ha
concluso citando Aldo Moro; facendo riaffiorare nella mente dei presenti
il discorso tenuto durante il colloquio con i parlamentari. La conclusione
di tale discorso citata da P. Paolo era essenzialmente incentrata sul tema
relativo alle responsabilità che derivano dal presente, dalla
quotidianità dall’agire oggi, sfidando gli ostacoli e le difficoltà.
La
parola è poi passata all’assessore Antonietta D’Andola che ha esposto
la necessità della presenza femminile nell’ambito politico, attualmente
alquanto esigua.
"La
donna risulta essere lontana dalla politica per tre ragioni, ovvero: l’assenza
di una fitta rete di unioni; la concezione della "donna-
massaia", gli eccessivi impegni che dovrebbero caratterizzarla |
(nell’ambito
lavorativo, quello relativo alla famiglia e alla casa e quello politico).
Inoltre
attualmente il 60% delle donne sui candida, ma purtroppo solo il 12% di
esse viene eletto, probabilmente per il semplice motivo che l’ambito
politico è sempre stato visto come un ambito prettamente occupato dalla
presenza dell’uomo. La donna ha ottenuto tanto dopo anni e anni di
lotte; ora è giunto il momento di acquisire maggior importanza nella
politica, di ottenere il ruolo che ci spetta."
Il
successivo oratore è stato Vincenzo Morlacco, che ha rivolto ai presenti
le proprie riflessioni tramite un discorso breve ma interessante: "L’approccio
semplicistico e superficiale ci comunica che chiunque sia professato al
Vangelo Cristo sia automaticamente lontano dalla politica;
ma
non deve essere così; capita che a volte, per comodità si voglia
escludere la Chiesa dalla politica…
Inoltre
per i cattolici, l’aborto, il divorzio, le univoche convivenze, l’incipiente
ingresso della clonazione umana, segnano il decesso dell’uomo, della sua
dignità. Il legislatore, però, si adegua di fronte alle richieste sempre
più numerose. Come in questo caso, è opportuno citare che, quando le
ideologie politiche e quelle ecclesiastiche contrastano, si delinea una
maggiore responsabilità della Chiesa. Ha concluso elencando e motivando
tutte le prerogative comuni ai cattolici e ai politici che devono essere
attuate nella società e sottolineando il "diritto-dovere" del
cattolico a vivere una vita di cittadino.
Successivamente
l’avocato Andrea Torre, ha esposto i seguenti concetti: "a mio
parere bisogna conoscere chi è realmente il cattolico e cos’è il
cattolicesimo.
Ovviamente
essa è una religione insegnataci da Gesù Cristo in una terra afflitta da
innumerevoli piaghe: epidemie, guerriglie, carestie e schiavitù. Il Suo
messaggio è un grido di speranza e,. deriva dall’aver posta accanto ad
una prostituta un nobile; questo concetto sarà ripreso nel ‘700, quando
le masse operaie saranno paragonate alle classi aristocratiche. La Chiesa,
proprio grazie a tali concezioni, comincia a farsi salda l’idea della
presenza della Chiesa nell’ambito politico." Ha concluso dicendo
che bisogna modificare l’intervento cattolico in politica e che se non
dovessimo riuscirci giungeremmo ad una strada senza ritorno; "non
solo i cattolici, ma anche noi di Sinistra dobbiamo rivedere tutti i
principi e le ideologie prettamente relative al nostro partito, solo così
l’Italia potrà essere un "Mondo Migliore".
Gli
interventi conclusivi sono stati diversi: particolarmente, è opportuno
ricordare quello del Sindaco di Lucera, dott. Giuseppe Labbate e quello di
Silvio Di Pasqua e dell’avvocato Vincenzo Scarano.
Giuseppe
Labbate ha comunicato principalmente il seguente concetto: "I
cattolici in politica ci sono: io sono cattolico, per esempio! E’ di
tutta evidenza congiungere politica e cattolicesimo" ; Silvio Di
Pasqua ha invece ha espresso concetti relativi all’esiguo rispetto dei
principi del cattolicesimo. Vincenzo Scarano, invece, ha descritto le
realtà politica e religiosa come due realtà che devono "viaggiare
all’unisono ma separatamente"; la Parrocchia non deve essere
confusa con la politica".
La
serata si è conclusa tra lo scetticismo di alcuni presenti e la fiera
sicurezza di altri nel vedere la Chiesa impegnata politicamente in un non
lontano futuro. |