La legge sfollapartiti

di Roberto Paolucci

 

Dieci anni fa il PDS ed il vecchio MSI riuscirono a coinvolgere la Democrazia Cristiana nell’appoggio al referendum per l’introduzione del maggioritario, come sistema elettorale, in Italia. Così quell’ipotesi di legge elettorale estranea alla tradizione politica italiana per oltre cinquanta anni dopo il ventennio in cui non c’erano libere elezioni, fu introdotta.

Se ne avvantaggiarono i partiti estranei all’azione di governo nazionale tanto che ebbero degli insperati riconoscimenti come forze di governo.

Prima il Msi trasformatosi in Alleanza Nazionale con Forza Italia e la Lega di Bossi. Poi i DS con il ribaltone di cui fu fautore lo stesso Bossi.

Per quel che noi pensiamo, nessuna forza politica, nelle moderne democrazie, può essere considerata antisistema o fuori sistema. Però quei partiti che per opposte ragioni, rappresentavano le ali estreme dello schieramento, furono messi in circolo a causa del cambiamento della legge elettorale.

Oggi, a dieci anni di distanza, Forza Italia ed Alleanza Nazionale al potere alla Regione Puglia da un decennio ed alla vigilia di una plausibile clamorosa sconfitta, escogitano ancora una volta un tentativo di cambiare le carte, un trucco elettorale, per rimanere al potere dopo aver perso il consenso popolare in grandi città della Puglia ed in molte aree provinciali.

Il Presidente Fitto, alla vigilia delle elezioni, diversamente dal modo di gestire la legislazione elettorale da parte del Presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Berlusconi, propone la modifica della legge elettorale e prima di dare un pugno ai suoi avversari politici dà una coltellata alle spalle del suo potenziale alleato alla regione Puglia, il Nuovo PSI. Egli propone una nuova legge elettorale con la soglia di sbarramento così elevata (5%) per togliere proditoriamente dal palcoscenico politico regionale il Nuovo PSI, forza autenticamente autonomista, riformista,

antifrontista.

Una sorta di manganello sfollapartiti.

L’opinione pubblica si accorge che anche se ammantata di buone intenzioni, la normativa proposta è fatta per ridurre al silenzio quelle forze politiche che in alcune parti della regione hanno fornito prova di sapersi districare dalla logica degli schieramenti ed hanno proposto un ragionamento politico che ha comportato la scomposizione degli stessi e prodotto alcune novità politiche assai interessanti.

Forza Italia perde e quindi vuole cambiare le regole del gioco; il Nuovo PSI è piccolo e cambia la politica. Mi pare sia più corrispondente agli interessi dei cittadini la seconda soluzione quella che il Nuovo PSI si impegna a mettere in piedi nei suoi prossimi congressi provinciali e regionale.

Già il Segretario nazionale del Nuovo PSI, Gianni De Michelis, in una manifestazione pubblica a Barletta, sabato, 30 ottobre, disse a chiare lettere che se il Presidente Fitto avesse posto questa questione dello sbarramento, il Nuovo PSI sarebbe passato all’opposizione politica. Noi lo faremo senza alcuna remora.

La politica istituzionale di Fitto ed il suo sistema di alleanze è perdente e forse non lo avremo più Presidente della Giunta Regionale della Puglia.

I rapporti di alleanza devono essere improntati a regole di correttezza e lealtà politica senza delle quali non c’è logica di schieramento che tenga e nessun richiamo alla solidarietà politica può essere fatto, nemmeno dai livelli nazionali.

D’altra parte appare abbastanza chiaro che Fitto è fuori della Casa delle Libertà, si pone egli stesso, come il Sindaco di Taranto, fuori da Forza Italia quando decide di creare una lista Fitto per fare scorribande opportunistiche e qualunquistiche fuori della Casa delle Libertà.

Ma appunto, non meravigliamoci più di tanto. La politica evolve.

 

Roberto Paolucci Segretario Provinciale Nuovo Psi di Capitanata