Tra destra e sinistra

Il segretario provinciale della Margherita, Giuseppe Marasco, fa bene a riprendere il ragionamento che io faccio da molto tempo e continuo a riproporre per evitare che nella vita politica cittadina e provinciale si affermi, con danno delle comunità amministrate, una logica frontista di vecchio stampo.Tutti i partiti considerati di sinistra da una parte, tutti i partiti considerati di destra dall’altra.

Le formule frontiste del 1948 sono improponibili e per un vecchio liberale come Marasco dovrebbe essere una scelta assodata ed irrinunciabile. La logica degli schieramenti ferrea è contraria ai principi della democrazia e della partecipazione popolare alla vita politica locale.

Io non sono un "fondamentalista" perché apprezzo la varietà delle formule politiche che guidano gli enti locali nella nostra provincia nate dal comune sentire di partiti e loro rappresentanti che si legano con un vincolo di solidarietà politica e programmatica per gestire la cosa pubblica.

Anche la Margherita partecipa a livello locale con formule diverse e non di scuola.

Penso alla Comunità montana del Gargano, al Comune di Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano e soprattutto al comune di Foggia in cui si sono realizzate giunte senza la presenza di forze politiche della sinistra radicale.

Chi può affermare che il Sindaco Ciliberti avrebbe vinto se nella sua coalizione ci fossero stati

anche i Comunisti Italiani e Rifondazione comunista? Intanto non ci saremmo stati noi del Nuovo PSI.

Non si può scommettere su un fatto già accaduto ma a me pare plausibile che la sconfitta del dr. Antonio Pellegrino sia ascrivibile al suo legame

politico e programmatico con quelle forze antagoniste ed invece il successo di Ciliberti sia stato determinato dalla consapevole esclusione da parte dell’allora candidato Sindaco di quelle forze antagoniste che non avrebbero mai consentito l’ingresso del Nuovo PSI nella sua coalizione e non gli avrebbero consentito di fare l’apparentamento con la lista del Patto Segni Scognamiglio.

Questo mio ragionamento trova ospitalità nel dibattito politico interno ai DS, alla stessa Margherita e nello SDI che, per l’appunto, sono i promotori del triciclo ed hanno escluso le forze della sinistra radicale da questo nucleo centrale.

Marasco potrebbe affermare che, partecipando il triciclo con una sola lista e le altre forze di sinistra con liste diverse in campagna elettorale, causa il sistema maggioritario, queste ultime avrebbero un peso molto poco significativo come l’ hanno appunto in quelle amministrazioni in cui c’è un solo rappresentante di Rifondazione comunista e non c’è alcun rappresentante dei Comunisti Italiani.

Cioè la Gad sarebbe una coalizione fra eguali se si votasse con il sistema proporzionale ma siccome si vota con il sistema maggioritario quelle forze servono per vincere e non per governare. E’ una sorta di sfruttamento di minori (le forze politiche).

Vedremo poi, nelle ormai prossime elezioni regionali, se ci sarà un candidato Presidente di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, dei Verdi o dell’Udeur. Manca poco. Aspettiamo. Io scommetto che quei candidati non ci saranno e se ci fossero non vinceranno.

 

Roberto Paolucci

Segretario Provinciale Nuovo PSI di Capitanata