esse
si preferiscono le patatine fritte ed altri giuochi non più collettivi e
spettacolari a loro volta gioiosi perché rappresentavano la volontà di
stare insieme.
Il
merito di continuare una di queste passate manifestaioni collettive nel
rispetto della tradizione spetta alla locale associazione turistica Pro Loco
che, presieduta dal geometra Giuseppe Barbieri, da 7 anni a questa parte ha
ripristinato il fuoco di San Giuseppe abbinandolo alla sagra della
bruschetta e lo ha fatto nell'ampio cortile antistante la sede sociale.
La
leggenda popolare attorno a questo fuoco vuole che San Giuseppe, vedendo la
Madonna e il suo figliolo tremare dal freddo, lo abbia acceso per farli
riscaldare.
Per
quanto riguarda la bruschetta non c'è tostapane che regga al confronto. Il
falò della Pro Loco, ad onor del vero, anche nella sua spettacolarità, non
ha assunto quel carattere di partecipazione popolare di una volta quando i
fuochi venivano accesi ad ogni angolo di strada che erano circondati dalle
donne che cantavano le Litanie e che terminavano con il riempimento dei
bracieri.
Nel
cortile antistante la Pro Loco nell'arco di due ore si è riversata gran
parte della popolazione torremaggiorese di ogni età e che, se non ha
recitato Litanie, per lo meno ha gustato la bruschetta tostata sui carboni e
servita dai soci.
Due
quintali e mezzo di pane, dieci litri di olio esxtra vergine di oliva, un
pacco di sale fino ed una botticella di vino, tutti offerti da panettieri,
frantoiani e cantine locali, costituiscono i numeri con i quali la Pro Loco
ha voluto continuare questa tradizione popolare.