Per la prima volta in Puglia la Free Software Foundation Europe

Il software libero nella scuola

di Assunta Del Duca

 

Foggia. "Il software libero nella didattica" è il titolo del convegno che si è svolto giovedì 29 aprile nell’auditorium dell’I.T.C. Rosati di Foggia in collaborazione con la Provincia di Foggia. Sono intervenuti importanti esperti di informatica tra cui: l’arch. Stefano Maffulli, Presidente della sezione italiana della "FSF Europe", Antonio Bernardi, insegnante dell’IPC "F. Besta" di Treviso, l’ing. Davide Dozza e Andrea Centomo dell’OFSET.

Il concetto di software libero deriva da quello di libertà di scambio di idee e di informazioni. Come le idee, il software permea il tessuto sociale e lo influenza, producendo effetti etici, economici, politici e in senso più generale culturali. "Il software libero- ha affermato in apertura il prof. Vincenzo Di Giovine, promotore dell’iniziativa- deve educare gli studenti alla cultura di scambio e alla condivisione della conoscenza. Il software è già una realtà e si presenta per il meridione come l’ennesima chiave di riscatto per liberarci dalla schiavitù culturale".

L’arch. Maffulli, lucerino di nascita, ha illustrato la storia, i termini e gli impatti sulla società del software. Per "software libero" (free software in inglese) s’intende ogni tipo di software la cui licenza d’uso consenta la libera copia, modifica e redistribuzione gratuita o a pagamento del programma. Tale concetto è stato per la prima volta formalizzato da Richard M. Stallman, il quale nel 1984 diede vita al progetto GNU, con lo scopo di tradurre in pratica il concetto di software libero, e creò la "Free Software Foundation" per dare supporto logistico, legale ed economico al progetto. Il software si basa su quattro principi di libertà: usare il programma per qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo, studiare il funzionamento del programma e adattarlo alle proprie esigenze, redistribuire copie integrali o modificate del programma, migliorarlo e distribuire i miglioramenti. L’arch. Maffulli ha parlato, inoltre, del concetto di "copyleft", ossia del permesso d’autore, una sorta di "copyright" (diritto d’autore) alla rovescia. Esso indica come si

possano sfruttare le leggi sul diritto d’autore per dare libertà agli utenti di un programma piuttosto che toglierla. La licenza d’uso libera più diffusa, soggetta a copyleft è la GNU (General Public License)GPL. Con il software libero, a differenza di quello proprietario, l’autore attraverso la tutela di licenze libere come la GNU, condivide la conoscenza (sorgente) con gli altri, usa il software in comune e permette la copia senza limiti. Linux è il software libero più diffuso.

Tanti sono i vantaggi, spiegati dal prof. Bernardi, del software libero nella scuola: non discrimina economicamente, incentiva la copia, rispetta le libertà di scelta, di studio, di modfica, di parola, il diritto d’autore, combatte la pirateria, permette di lavorare nella trasparenza e nella sicurezza, crea un mercato di libera concorrenza, educa alla cultura galileiana, al concetto di modificabilità e alla legalità. "Il software libero- ha affermato il prof. Bernardi- ha un alto valore formativo perché permette di appropriarsi dei meccanismi conoscitivi completi del software".

L’ing. Dozza ha spiegato, invece, l’OpenOffice.org 1.0, una sorta di applicazione per l’"office automation" completamente integrata, disponibile in più di trenta lingue, che lavora in maniera trasparente permettendo agli utenti di scambiare liberamente documenti con utenti di altre suite di applicazioni per ufficio. Ha chiuso il convegno l’intervento di Andrea Centomo, che ha relazionato su "eduknoppix" , progetto, sorto ad opera del prof M. Paolini dell’Università Cattolica di Brescia, che consiste nel costruire una distribuzione "live" di Linux.

Si è continuato a parlare di software libero anche a Lucera in un altro incontro, tenutosi venerdì 30 aprile presso l’auditorium del liceo classico "Bonghi", organizzato dal club Unesco "Federico II".

Al convegno dal titolo: "Software libero. La libertà nella società digitale", ha preso parte l’arch. Stefano Maffulli, facendo approdare nella sua città natale la FSF Europe.