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di Raimo Erika
Lucera. Da sempre l’idea di voler andar via dalla
nostra regione, al fine di ottenere una laurea, domina le prospettive della
stragrande maggioranza dei giovani diplomati. Capita spessissimo, infatti,
che dopo aver conseguito il diploma, i giovani, o meglio, la maggior parte
di essi decide di oltrepassare i "confini" della nostra regione, intesi non
solo dal punto di vista fisico- concreto, ma soprattutto dal punto di vista
ideologico- astratto.
Perché, dunque, si parla tanto di quella atavica
valorizzazione del "sud" se poi quasi nessuno la rispetta? Il nord della
nostra penisola, attira maggiormente i giovani diplomati intenti ad ottenere
una laurea? Se si per quale ragione? Come potrebbe cambiare questa
situazione?
Attraverso questa interessante indagine, da noi
condotta nell’ambito di giovani diplomati e attuali studenti universitari,
potremmo concretizzare alcune supposizioni.
Gianluca, 23 anni.
"Dopo aver conseguito la maturità classica, ho deciso di iscrivermi alla
facoltà di medicina, a Pavia, poiché, a mio avviso non esiste realmente la
"valorizzazione del Sud", essa è solo teorica… inoltre per il mio futuro
lavorativo, il Nord mi offre 10 possibilità in più rispetto al Sud. Per
modificare questa situazione ci vogliono più fatti e meno parole, per
esempio, bisognerebbe smantellare coloro che stanno a capo, ma questa è solo
un’utopia".
Serena, 22 anni. " La
mia scelta è stata pilotata da una esigenza basilare: la facoltà che io
scelto non ancora era disponibile nel "mio territorio". Il Nord della nostra
penisola offre, infatti, una vastissima scelta di facoltà universitarie e
questo contribuisce a sottrarre iscrizioni negli atenei meridionali.
Bisognerebbe, quindi offrire "di più" ai giovani diplomati fiduciosi e che
sperano in un futuro più "ricco".
Sara, 21 anni. "Ho
optato per l’università di |
Bologna, unicamente perché desideravo un rapporto
docente-laureando più "umano" e diretto. L’ università di Bari, mi offriva
un contesto saturo e caotico, di conseguenza poco produttivo. Inoltre la
certezza di trovare un impiego subito dopo la laurea, mi ha dato "l’imput"
decisivo; per garantire la reale valorizzazione del Sud, bisognerebbe, a mio
parere, concretizzare le illusioni: il Sud continua ad offrire poco ai
giovani…
Federico, 23 anni. "Ho
deciso di iscrivermi alla Bocconi di Milano, perché credo che sia più
prestigiosa la laurea rilasciata da un’Università famosa. Confido molto di
entrare a far parte di un mondo lavorativo efficiente e prosperoso. Sono
anni che si parla di valorizzazione del Sud. Cominciamo a valorizzare i
nostri atenei."
Floriana, 25 anni.
"Studio a Foggia, dove sono nata e dove ho conseguito tutti i miei studi. A
breve otterrò la laurea. Sono fiera dei miei studi, dei miei docenti, della
"mia" Università, della mia terra. Cosa bisogna fare per valorizzarla?
Rimanere dove siamo nati, con i nostri titoli e i
nostri valori umani se non vogliamo continuare a valorizzare noi del Sud il
tanto valorizzato Nord!"
Saremo in grado di valorizzare la "nostra terra"? Dopo
quest’ultima affermazione viene spontaneo augurarsi che i giovani del Sud
realizzino che in realtà ciò che conta nella vita è la cultura che non ha
più prestigio a Milano, a Pavia o in qualsiasi altro capoluogo del Nord. La
cultura diviene immediatamente nostra solo se lo desideriamo e non solo se
"partiamo". Valorizzare il Sud significa valorizzare principalmente se
stessi con sacrificio e con umiltà.
Dalla nostra indagine risulta che i giovani del Sud
continuano, dopo il diploma, a studiare; quindi ciò che manca non è la
cultura. Mancano i posti di lavoro. Ebbene, è proprio per questa ragione che
bisogna lottare e, la vittoria non si otterrà certo "aggirando" l’ostacolo. |