Il premio nobel per la pace 2003 a Shirin ebadi, iraniana

di Michele Cosentino

 

Giovanni Paolo II non è rimasto deluso per il mancato riconoscimento del Nobel per la Pace 2003,

mentre, al contrario, gli italiani e i cattolici del mondo sono rimasti scontenti.

I mass media italiani avevano considerato papa Karol Wojtyla favorito in assoluto. Il premio, invece, è andato a un'altra persona. E' stata scelta, infatti, Shirin Ebadi, iraniana e di religione mussulmana. Nata nel 1947, è sposata ed è madre di due figlie. Dal 1975 al 1979 è stata, presidente di un tribunale di Teheran, capitale dell'Iran. Con la conquista del potere da parte degli ayatollah, lei, essendo donna è stata licenziata. Allora, ha intrapreso la libera professione di avvocato.Il Premio Nobel le è stato dato per il suo impegno a favore della libertà del popolo iraniano e a difesa dei diritti umani in particolare femminili e dell'Infanzia. L'avvocatessa

Shirin Ebadi non si aspettava il Nobel. La notizia è

giunta a lei lo stesso giorno dell'assegnazione, il 10 ottobre, nella capitale francese. Poi la Lega dei diritti dell'Uomo le ha organizzato une conferenza-stampa. In quest'occasione ella ha chiesto al governo iraniano la liberazione di coloro che lottano per la restaurazione della democrazia.

Dopo quattro giorni, il 14 ottobre Shirin Ebadi è tornata in Patria. Prima di lei, altre donne hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento del Premio per la Pace dal comitato della "Fondazione Nobel" con sede in Oslo (Norvegia).

Tra queste va ricordata madre Teresadi Calcutta per il Premio 1979, una suora missionaria albanese più famosa del secolo (nata nel 1910 e morte nel 1997) che è stata beatificata domenica 19 ottobre 2003 da Giovanni Paolo II.

Una nota. Con il conferimento del Premio per la Pace 2003 a una mussulmana, l'Islam e il Cristianesimo trovino in breve tempo la pace duratura in campo religioso. E' un augurio.