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di
Leonardo P. Aucello
S.
Marco in Lamis. Si sa che le pubblicazioni per quanto un tantino esigue
nella tiratura e nel numero dei brani, effettuate dagli alunni della
professoressa Grazia Galante, costituiscono comunque un vero e completo
trampolino di lancio per successive collazioni demo- antropologiche da parte
dell’insegnante stessa: lo è stato per la cucina, la religiosità e il
dizionario; ora è la volta delle "Filastrocche e indovinelli
sammarchesi", a cura, appunto, della classe II G della Scuola Media
Statale "F. De Carolis" di San Marco in Lamis. E’ una buona
indagine e consuetudine didattica spronare gli alunni a diventare
"piccoli curatori" di testi folcloristici e tradizionali. I
ragazzi, da parte loro, scelgono un tema legato alla vastità del mondo
popolare antico e lo approfondiscono attraverso interviste a vecchietti che
vogliono trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio linguistico –
tradizionale dei propri avi. Quest’anno la classe si è interessata alla
raccolta di
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filastrocche
e indovinelli sammarchesi, armoniosamente sapidi e coloriti, irrobustiti dal
suono delle metafonesi del greco dialettale garganico in generale, come ha
evidenziato nella "Prefazione" lo studioso e poeta Francesco
Granatiero.
Si
ritrovano componimenti di ogni tipo: dal brindisi, alla nenia, alla ninna
nanna, allo scioglilingua, ai giochetti di quotidiana distrazione
fanciullesca, ai ritornelli con i mesi dell’anno; per continuare con gli
indovinelli non a doppio senso, ma delicatamente virtuosi, fino al glossario
di termini inusuali. Nella ricerca scolastica non compare volutamente
nessuno degli indovinelli osé apparsi qualche anno fa in una raccolta di
saggi di un autore del posto, passata in sordina tra i "furenti"
studiosi e indolenti lettori abituati ormai solo a sorbirsi la ridanciana
cornucopia poetica vernacolare locale.
Ben
vengano allora questi corroboranti lavori scolastici a rimuovere la patina
di un mondo lontano che fa capolino in ogni giocosa frottola di gusto
idiomatico– popolareggiante.
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