Arte pugliese al museo bargellini

di Michel De Luca

 

Pieve di Cento. E’ diventata ormai una "tradizione" quella di far coincidere con la "giornata dell’artista", che, giunta alla quinta edizione, fa registrare una imponente partecipazione nelle sale del Museo d’Arte delle Generazioni italiane del ‘900 "G. Bargellini, che ha sede, in una modernissima struttura, in quello che fu l’antico silo granario di Pieve di Cento (Bologna), con l’apertura della mostra sulle ultime acquisizioni del Museo, accompagnata, come di consueto, ad un documentato catalogo delle edizioni Bora di Bologna.

Per quanto attiene alla Generazione Maestri storici, si può ammirare un Autoritratto del pugliese Emilio Notte (Ceglie Messapica, Brindisi, 1891 - Napoli 1982), allievo di Fattori e De Carolis, tra i maggiori protagonisti del futurismo meridionale. Il quadro (olio su compensato del 1970) appartiene ad una fase ormai matura dell’artista salentino, quando, ormai lontano dai fasti futuristi, continua nella città partenopea una lunga e preziosa militanza artistica insieme ad una intensa ed appassionata attività didattica interrotta soltanto dalla morte.

Giovanissimo, Notte entrò in contatto con gli ambienti della rivista "Lacerba" e già nel 1916 lo troviamo nel gruppo "Italia Futurista" che diede vita al "secondo Futurismo fiorentino". Come tutti i futuristi "toscani" Notte non è particolarmente attratto dalla civiltà meccanica e metropolitana. Nell’immediato dopoguerra l’artista, dopo aver cercato di creare una corrente di pittori futuristi anti-astrattisti, prese decisamente le distanze dal futurismo e da Martinetti,

approdando ad una forma di "ritorno all’ordine" del tutto autonoma ed originale; l’intenso autoritratto esposto al Museo Bargellini invita ad una riconsiderazione del tracciato artistico del maestro, la

cui densa e lunga attività, durata oltre un sessantennio, è stata di recente oggetto di una grande mostra antologica al Castello Normanno Svevo di Mesagne.

Questa preziosa acquisizione del museo pievese, scrigno autentico della creatività artistica del secolo appena archiviato, già custode di importanti opere del leccese Mino Delle Site e dei foggiani Edoardo Alfieri, Guido Di Fidio e Franco Scepi, , aggiunge una vera "chicca" alla importante e cospicua sezione futurista delle collezioni permanenti, che tra l’altro si è arricchita recentemente di alcuni fogli di Boccioni, chine su carta di Ugo Giannattasio, Luigi Russolo e Francesco Cangiullo, oltre ad una rara serie di bozzetti dello scenografo Antonio Valente.

Per quanto riguarda invece la generazione Anni Trenta il Museo ha acquisito alcune recentissime tecniche miste di Salvatore Sebaste, nato a Novoli (Lecce) nel 1939, a cui peraltro è stata dedicata una mostra personale, che confermano la continuità di impegno dell’artista che ha scelto di vivere e lavorare a Bernalda in provincia di Matera in una ricerca sempre rigorosa ed originale.