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di
Severino Carlucci
Torremaggiore.
Racconta Guido da Verona in uno dei suoi scritti che Sant’Antonio Abate,
quando si vide rifiutare dagli uomini la propria compagnia, scelse per
proprio compegno un porco e se ne andò in giro per il mondo a predicare
la Buona Novella.
Santi
e porci a parte, riteniamo che un paragone che potrebbe calzare a pennello
con la soluzione della crisi amministrativa locale sia un
"fatterello" capitato ad un nostro illustre concittadino una
sessantina di anni fa. Questo: l’ultima sera di una infuocata campagna
elettorale, mentre la grande massa degli elettori di riversava nelle
strade cittadine a gridare i loro slogans elettorali, il
"Nostro" (un Notaio) se ne stava tutto solo nel suo circolo alle
prese con la soluzione di uno schema di parole crociate quando restò
perplesso di fronte a questa definizione: "E il dì di della rivolta
s’è ritrovato a destra". Il "Nostro", che di cultura ne
aveva a sufficienza, ripassò con la memoria i nomi di tutti i
rivoluzionari ma nessuno di essi, o per eccesso o per difetto, aveva a che
vedere con le otto lettere della definizione tuttavia, armato di pazienza
e di tenacia e servendosi degli incroci ne venne a capo quando risultò
che la cosa che "il dì della rivolta s’era ritrovato a
destra" era il taschino della giacca dhe quando esa venne rivoltata
dal "cucitore" dal lato sinistro si era ritrovato sul lato
destro.
Questo
"fatterello" calza a pennello con la sola variante che in
politica il "rivoltamento" si chiama "ribaltone" che,
come il taschino della giacca rivoltata, le sorti della nostra Civiva
Amministrazione hanno subìto un ribaltamento dal centro – sinistra al
centro – destra a causa della drastica presa di posizione dell’Eccetera
eccetera nei confronti di alcuni personaggi dei partiti compreso il suo
che gli contestavano il suo modo di amministrare la cosa pubblica.
E
durante l’ultima tornata consiliare, l’Eccetera eccetera ha blaterato
per circa un ora più volte
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richiamato
a concludere da parte del Presidente vantando i suoi meriti amministrativi
ed invitando i suoi vecchi ed i suoi nuovi amici di cordata a realizzare
il suo programma che tende soltanto a salvaguardare gli interessi della
Cittadinanza una gran parte della quale presente in sala mugugnava in
sordina specialmente quando presentò la Giuria "tecnica"
composta da persone i cui nominativi gli sono stati suggeriti e garantiti
dai suoi nuovi amici di cordata.Immaginiamo per un momento che SIlvio
Berlusconi, messi da parte Fini, Bossi e Follini chieda a D’Alema,
Rutelli e Mastella di passare dalla sua parte e di governare il Paese
sulla base del suo programma elettorale. Sarebbe un bel ridere su questo
immaginario ribaltare all’ "italiana".
Ma
in questo ribaltone alla "torremaggiorese saranno disposti quelli di
AN, di Forza Italia e dell’UDC a sostenere un programma amministrativo
da loro vituperato a più riprese durante la scorsa campagna elettorale
amministrativa?.
All’inizio
del suo lungo blaterare l’Eccetera eccetera, visibilmente turbato, ha
definito "pietoso e volgare" quanto Fulvio, nel suo
"Forum", identificandolo per un tale "Felix che lo
qualificava come un "baciapile" ma siè dimenticato, l’Eccetera
eccetera, che lo stesso "Felix" ha qualificato Fulvio come un
ateo che frequenta le chiese e poi lo manda... nel paese dove cresce il
pepe.
E
lo stesso Eccetera eccetera, per il suo ribaltone, si è visto notificare
in Aula da un suo ex amico di cordata la sua avvenuta espulsione dal suo
partito.
Tutti
gli interventi in Aula su questo ribaltone hanno somigliato ad un duello
parolaio tra i partiti e le sagrestie con il risultato che il suono di
queste campane fanno perdere ancora di più nei cittadini la loro fiducia
nelle Istituzioni.
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