<%@ Language=Eredita dal Web %> Notizie di Foggia e Provincia di Foggia - Meridiano 16
 

Chi siamo

Come abbonarsi

L' ultimo numero

Contatti

Cerca nel sito

powered by FreeFind

   

Europa Filarmonica Ezio Bosso, direttore artistico e fondatore
 

 

Europa Filarmonica nasce dall’esperienza dell’evento bolognese "Grazie Claudio", quando a gennaio 2019 cinquantuno musicisti cresciuti sotto la bacchetta di Claudio Abbado e oggi impegnati nelle migliori orchestre internazionali, si sono raccolti rispondendo alla chiamata di Alessandra Abbado, della sua associazione Mozart14 e del Maestro Ezio Bosso per ricordare in musica i cinque anni dalla scomparsa del grande direttore milanese nel totale rispetto dei suoi principi fondanti, non ultimo il piacere di ritrovarsi, stare insieme, fare musica con gioia, divertendosi, godendo del lavoro comune in un totale spirito di condivisione d’arte, amicizia ed esperienza transgenerazionale.

In questa vera all stars orchestra senza nome, abbadiana nello spirito ed europea di fatto, è confluita sin da subito anche l’esperienza originalissima, orizzontale e democratica di vero collettivo di lavoro, della StradivariFestival Chamber Orchestra, fondata da Ezio Bosso a Ottobre 2017 in occasione del prestigioso Festival Stradivari di Cremona dal desiderio di creare una formazione unica nel suo genere in Italia che, in totale indipendenza e fino ad oggi mantenuta solo ed esclusivamente dal mercato, in altre parole da una media di 20.000 paganti all’anno, potesse unire prestigiose prime parti dalle migliori compagini con giovani musicisti di talento nel rispetto di quell’idea di crescita e responsabilità individuale e collettiva, che la musica impone

La Stradivari, già pubblicata in Europa da Sony Classical con l’omonimo album con repertorio di Bosso, Marcello, Bach, Ciakovsky e Cage, oggi best seller e definito da Musica per la Serenata di Ciakovsky come "edizione di riferimento della discografia dopo Mravinski, Svetlanov e Kondrashin", ha raccolto sin dal suo debutto musicisti importanti fra i quali vale la pena ricordare Francesco di Rosa, primo oboe dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e prima alla ScalaDavide Formisano, flauto solista di statura internazionale; Francesco Bossone, primo fagotto solista di Santa Cecilia dal 1985 e fagotto di riferimento nelle formazioni di Claudio Abbado; Marco Bellini, Prima Tromba del Teatro Verdi di Trieste e stimato Maestro di livello internazionale o Nilo Caracristi, storico Primo Corno di tante formazioni europee come i Solisti Veneti e oggi a Trieste.

Grazie alla comune esperienza bolognese di "Grazie Claudio", si sono dunque aggiunti artisti chiave della storia abbadiana e dell’eccellenza musicale europea come Jacques Zoon, Etienne Abelin, Keith Pascoe, Robert Kendall, Jorg Winkler, Luca Franzetti: nomi che portano con sé l’eco di orchestre fondanti della cultura musicale internazionale come Berliner, Lucerna, Concertgebouw, Wiener, Royal Opera House, rendendo così il gruppo di lavoro assolutamente unico e rappresentativo dell’intero continente nelle sue espressioni culturali e musicali più alte.

E’ nata dunque l’esigenza di trovare un nuovo nome che fotografi e comunichi immediatamente il nuovo respiro europeo del gruppo, da cui la scelta di Europa Filarmonica, nome diversamente declinabile in ogni lingua, che mantiene saldi i comuni principi fondanti dell’etica di lavoro del suo direttore Ezio Bosso. Perché non è solo amicizia o l’esperienza di tante tournée vissute insieme ad unire questi straordinari musicisti, ma è anche la condivisione di una visione ideale, ma non utopistica, dell’orchestra come specchio di una società positiva, unita dal desiderio d’arte, lontana dalla polvere della routine, vero luogo d’incontro e confronto fuori dalle logiche di mestiere inteso come abitudine e dovere.

E il primo terreno di ricerca comune è senza dubbio la creazione di un suono, quel suono speciale, unico, distintivo, inconfondibile, vera identità di un gruppo, elemento oggi spesso trascurato, ma che ogni vero musicista sogna sin dai duri anni di formazione: anche il linguaggio del corpo, inteso non come componente estetica, ma come elemento fondante della qualità del suono diventa parte integrante della ricerca collettiva.

Quindi il rispetto dello studio, come condizione ontologica di ogni musicista, che mai giungerà a pensare di aver studiato abbastanza, nemmeno all’apice della carriera, è l’altro comune denominatore di tutti i membri: le prove sono, per decisione comune, vere sessioni di studio, che partono da un approccio filologico della partitura, un’analisi attenta alla ricerca delle intenzioni del compositore senza trascurarne gli aspetti biografici, umani e uno sguardo d’attenzione al milieu in cui si è mosso.

Infine la condivisione di ogni fase preparatoria del concerto, dalla discussione del repertorio che mai è inteso come scelta calata dall’alto, fino alla volontà di aprire, quando possibile, ogni prova affinchè nulla del meccanismo del concerto rimanga nascosto al pubblico, che ha bisogno di capire per poter amare davvero e partecipare, come ama ripetere Bosso, come vero strumento attivo dell’esperienza musicale.

Questa costante lotta di Bosso contro l’idea di un pubblico presente per ragioni sociali o distratto dalla falsa condivisione social dell’esperienza concertistica, è pienamente condivisa da tutta la comunità artistica che ruota attorno alla Europa Filarmonica (Europe Philharmonic Orchestra), come base fondante di una rinascita del repertorio classico sinfonico, altrimenti condannato a ridursi in pochi anni a nicchia irrilevante socialmente, politicamente, culturalmente e in ultima sintesi, economicamente.

Tra le mission future di Europa Filarmonica vi è anche, non ultima, quella di garantire, accanto ai giovani talenti e ai professionisti affermati, una costante e sempre crescente presenza di musiciste donne per rendere l’orchestra sempre più specchio ideale di una società che ha, tra i suoi doveri, un rapporto paritario versi entrambi i sessi a partire dal profilo professionale.

   

 

Statistiche