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Il WWF Foggia fa un primo bilancio dopo un anno di mandato dell'atteso Presidente del Parco Nazionale del Gargano

 

Era agosto 2019 e dopo circa due anni di attesa per la nomina del nuovo Presidente del Parco Nazionale del Gargano fu finalmente nominato il prof. Pasquale Pazienza. Dal mondo ambientalista fu subito accolto con entusiasmo (nonostante il suo passato politico come assessore provinciale insieme al suo predecessore avv. Stefano Pecorella) ma anche con grandi aspettative dovute al fatto che negli ultimi anni l'Ente Parco era da tempo ai margini della governance ambientale del promontorio, viveva alla giornata operando più come una pro-loco o come un semplice ufficio pubblico piuttosto che come un organo preposto alla conservazione della natura e allo sviluppo sostenibile del territorio.

Sembrava l'inizio di una bella favola ma purtroppo subito dopo il suo insediamento partirono le prime esternazioni immotivate del prof. Pazienza; il mondo ambientalista fu definito "ambientaloide", Greta Thunberg simbolo dell'ambientalismo e della lotta ai cambiamenti climatici nel mondo, fu paragonata ad "una modella bambina" e non si perdeva occasione negli incontri pubblici di denigrare chi difende la natura. Così, invece di trovare "il principe azzurro" sperato il Gargano si ritrovò inaspettatamente la "matrigna di Biancaneve".

"In questo anno di mandato abbiamo registrato solo negatività, chiusure e mai aperture da parte di questo nuovo Presidente" scrive Maurizio Marrese Presidente del WWF Foggia. Basta sfogliare il sito dell'Ente Parco, fra delibere e determine, per capire che finora si è fatto poco e male ma anche confusione. Non si sono affrontati i temi più importanti lasciando il Gargano in balia delle onde un po' di qua e un po' di là senza neanche dare un colpo di remi ogni tanto. Di questa nuova presidenza ad oggi non conosciamo gli obiettivi o il percorso che si vuole intraprendere, nulla ma solo piccoli contributi una tantum per eventi elargiti senza un chiaro scopo.

Nulla si è mosso per completare l'iter del Piano del Parco Nazionale del Gargano, nulla si è fatto concretamente per tutelare le specie protette come il Capriolo italico, la Lontra e il "famigerato" Lupo appenninico e per la tutela delle attività degli allevatori, entrambi punti di forza del Gargano.

Riteniamo bensì gravi alcune sue prese di posizione decisamente anacronistiche nel 2020 come la proposta di rivisitazione della norma regionale che vieta in area protetta l'abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavorazioni agricole pratica ritenuta inutile e pericolosa dal mondo scientifico e dalla Unione Europea, le sue idee sulle biomasse proprio negli anni in cui la Foresta Umbra è stata riconosciuta fra le foreste vetuste più importanti d’Italia e insolite prese di posizione come per esempio la gestione del Cinghiale.

Abbiamo ascoltato per mesi il solito ritornello sul Lago Salso, replica ancora Marrese, oggi purtroppo ancora chiusa, solo l’ipotesi "su un Oasi di Stato" che ogni tanto viene riproposta dal Presidente Pazienza come un disco rotto.

E’ fresca la notizia improvvisa del cambio della direzione dopo soli tre mesi attraverso una inconsueta procedura, noi del WWF Foggia non vogliamo entrare nel merito non avendo mai avuto la possibilità di conoscere la nuova Direttrice ma di sicuro deve essere posto il problema sul nome del facente funzioni scelto da Pazienza.

Restiamo dell'opinione che per il Parco Nazionale del Gargano era da auspicarsi un presidente "visionario e ambientalista" nonchè profondo conoscitore del Gargano, come il compianto Matteo Fusilli, libero dalle influenze politiche ed un direttore dotato di un curriculum scientifico e di grande esperienza viste le enormi difficoltà da affrontare. (WWF- Fg)

 


 

 

 

   

 

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