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La devozione di Lucera a Santa Maria

   
   

di Barone Anna Carmina

Mercoledì 23 luglio presso il Circolo Unione di Lucera è stato presentato il libro scritto da don Gaetano Schiraldi "La devozione di Lucera a Santa Maria", pubblicato con il patrocinio del club Unesco "Federico II" di Lucera, che ha anche organizzato l’evento. Nella splendida cornice di Piazza Duomo la serata dedicata a S. Maria Patrona si è aperta con la calorosa accoglienza con cui il cerimoniere del club Unesco, la dott.ssa Azzurra Alfieri, e il presidente del Circolo Unione, on. Vincenzo Bizzarri, si sono rivolti ai numerosi presenti. Ha salutato il pubblico accorso alla manifestazione anche il presidente del club "Federico II", il dott. Franco Stanca", che ha presentato al pubblico uno degli ospiti d’onore dell’evento: il dott. Massimiliano Sponzilli, direttore dell’Italian Trade Commission di Singapore. A prendere subito la parola è stato l’autore del volume presentato, don Gaetano Schiraldi, baccelliere in sacra teologia. Don Gaetano ha spiegato i motivi che lo hanno portato a scrivere su S. Maria: l’esistenza di pochi lavori su questo argomento e soprattutto il fatto che "la devozione alla S. Patrona, che ha attraversato tutti gli eventi di Lucera, ora si sta addormentando": la pubblicazione del volumetto, quindi, è un modo per far ritornare all’essenzialità del culto mariano. Don Gaetano ha poi richiamato alla memoria il miracolo della Madonna del Colera del 1837, quando i modi di vita erano degenerati e la minaccia del colera era tanto vicina da spingere i fedeli ad organizzare processioni di pubblica penitenza con tutti i santi e S. Maria. In quello stesso anno non solo il colera era alle porte ma anche i raccolti erano in pericolo a causa di una grande grandinata che si ebbe su Lucera. In quell’occasione i fedeli si recarono nella Cattedrale proprio per chiedere aiuto a S. Maria e ottennero la grazia e la salvezza dei raccolti perché la grandine non oltrepassò le mura della città e non si abbatté sui campi. Fu considerato, questo, un segno provvidenziale. Nel frattempo, però, il colera arrivò provocando innumerevoli morti. Fu allora che la statua di S. Maria cambiò colore del volto, gli occhi si mossero prima verso Gesù e poi verso il popolo in segno di affidamento di quest’ultimo al Figlio. Inoltre si udì il suono di campanelli senza che nessuno li suonasse. I canonici furono chiamati d’urgenza, il popolo riempì la chiesa, furono chiamati notai per far firmare gli atti che dovevano testimoniare il prodigio visto e udito da molti. Il miracolo – ha spiegato don Gaetano Schiraldi – non fu la salvezza o l’immunità dal morbo ma il coinvolgimento intenso degli animi dei lucerini e la conversione che seguì alla devozione perché la penitenza che S. Maria chiedeva era proprio la vera conversione. È questo, quindi, un volume che vuole ripercorrere alcune tappe della storia di Lucera vissute sotto la speciale tutela di S. Maria Patrona. La presentazione di questo libro è da affiancare ad un altro importante evento che si terrà nella serata del prossimo 13 agosto presso il Museo Diocesano situato all’interno del Palazzo Vescovile: l’inaugurazione della mostra iconografia di tutte le immagini su S. Maria intitolata "Le immagini della Regina" (che resterà aperta fino a dicembre 2008) e la presentazione del catalogo "Santa Maria Patrona di Lucera – storia, arte, devozione" (all’evento prenderanno parte il vescovo della nostra diocesi, mons. Domenico Cornacchia, il responsabile dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi, mons. Luigi Tommasone, la docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Bari e Foggia, la prof.ssa Maria Stella Calò Mariani). Con questi eventi sarà riempita l’estate mariana lucerina.

 

 

 

 

 

 

 

 

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